Quote Scudetto 2023/2024: i campioni d’Italia sono favoriti per il bis?

ADV
ADV
ADV

Il dominio dello scorso anno è stato netto, al punto che il terzo tricolore dei partenopei è stato conquistato con cinque giornate di anticipo dalla fine del campionato. Saranno in grado di bissare il successo della passata stagione? Sono davvero loro i favoriti per la prossima Serie A? Proviamo a rispondere aiutandoci con le quote vincente scudetto 2023/2024 elaborate da diversi portali di betting e attraverso una valutazione della rosa a disposizione di Garcia, oltre che dal modulo di gioco del nuovo tecnico azzurro.

Con l’inizio imminente del campionato, il Napoli dei miracoli sembra già un ricordo. Scolpito in bassorilievo su pietra, eppure un ricordo. Garcia al posto di Spalletti, Meluso al posto di Giuntoli. In uscita, una delle certezze della scorsa stagione, protagonista del pacchetto arretrato azzurro: Kim Min-jae, al Bayern per 50 milioni. Alcune scelte sembrano apparentemente avventate e opinabili. Ma il tricolore è ancora cucito sul petto e lo sarà per tutta la prossima stagione. Ci vorrà un’intera Serie A per dare torto o ragione a De Laurentiis, che sugli obiettivi del prossimo Napoli 2023-24 è stato chiarissimo: “Il nostro obiettivo è di provare a ripeterci”. Con il sogno finale di Champions.

Intanto, il calciomercato estivo del Napoli di Garcia riparte anche, e soprattutto, da Mauro Meluso, che arriva in azzurro dopo una lunga carriera nelle serie inferiori. Per molti un’incognita. Tuttavia il nuovo DS partenopeo è un dirigente che ha quasi sempre raggiunto gli obiettivi fissati dalle società per cui ha lavorato. Questa, ovviamente, è l’occasione della vita. Ex attaccante della Lazio e riserva di Signori al Foggia di Zeman, Meluso è salito alla ribalta recente con Lecce e Spezia. Un DS abituato a lavorare con budget ridotti ma risultati notevoli.

Finora il lavoro organizzativo della nuova rosa per il tecnico francese sembra sia orientato alla stabilità. Fatta eccezione del caso Kim e del recente trasferimento ai Los Angeles di Lozano, il Napoli di Meluso sta provando solo a puntellare i reparti di una squadra che nell’ultimo torneo ha distrutto il torneo stesso. Numeri da paura, quelli raggiunti alla 38ma di campionato. Numeri impressionanti prima che i partenopei tirassero leggermente il fiato quando ormai tutto era saldamente acquisito. Forse per questo il Napoli di Meluso, più che sull’organico, ha provato, o proverà a bissare con gli stessi atleti attraverso un cambio di gioco. Quello che non dovrà cambiare sarà la mentalità. Per alcuni, con il tecnico francese, De Laurentiis darà più centralità ai talenti in rosa. E allora vediamo come potrà orientarsi il nuovo modo di giocare degli azzurri.

Garcia arriva a Napoli dopo una sola esperienza italiana, quella della Roma, e un palmarès tutto sommato scarno: un campionato e una coppa di Francia. Meglio di lui, Luciano Spalletti, che ha lasciato sapendo di non poter ripetere l’irripetibile. Per Walter Sabatini, l’ex allenatore di Marsiglia, Lione e Al-Nassr “Spiega il calcio senza inutile ostentazione, senza pensare di essere un deus ex machina, ma, invece, esaltando i giocatori”. Un tecnico che lascia giocare per quello che sono. Sa adattarsi al materiale umano a disposizione. Alterna idee personali di gioco a intuizioni sul talento dei suoi atleti. Nei due anni e mezzo alla Roma, Garcia ha collezionato 61 vittorie, 35 pareggi e 22 sconfitte in 118 partite complessive.

Frédéric Bompard, il vice-Rudi, intervistato da L’Equipe, sottolinea come Garcia preferisca il possesso palla e la difesa a quattro anche con tre centrali, modulo che ha portato il Lione alle semifinali di Champions League. La sua ossessione? La qualità dei giocatori a centrocampo, che devono essere capaci a tenere palla. Un evidente riferimento alla Roma di De Rossi, Pjanic, Strootman e Nainggolan. Considerando la presenza in mediana di Lobotka, Zielinski, Elmas, Anguissa, non dovrebbero esserci problemi per Garcia. Quanto all’attacco, l’ex Marsiglia è in grado di far brillare i suoi avanti. Con la Roma si è occupato di Salah, Iturbe e Gervinho. Cosa succederà adesso con Osimhen e Kvaratskhelia?

Il Napoli e soprattutto l’attacco, che nell’ultima stagione ha impressionato per rendimento e costanza, dovranno dimenticare ovviamente i diktat di Spalletti e sposare il nuovo. E il nuovo è fatto di un calcio più essenziale e più libero. Sembra insomma che la rotazione metodica di palla e calciatori studiata al millimetro dall’ex Luciano sia solo un ricordo, a scapito o a vantaggio di una maggiore inventiva dei singoli. Al netto di movimenti di mercato, Raspadori, Elmas, Zielinski e Anguissa (con Garcia a Marsiglia) potrebbero trovare nuovi spazi, nuove energie, nuovi moduli di offesa.

Con l’inizio imminente del campionato, il Napoli dei miracoli vive ancora di ricordi indelebili e straordinarie emozioni. Per alcuni, il cambio di panchina e DS sembra già un’occasione mancata. Per alcuni questa era l’occasione imperdibile per iniziare un ciclo. Ma nessuno può dire che non lo sia. Come ogni cosa, occorre dare tempo al tempo. Garcia e Meluso potrebbero stupire come il terzo, imprevedibile Scudetto appena conquistato nel golfo.