Napoli-Frosinone, la presentazione

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Si riparte da qui. Quando tutto sembra andare per il verso sbagliato bisogna ancorarsi alle certezze e quando il mare è in tempesta occorre uno scoglio  al quale aggrapparsi.
E così, il disastrato Napoli di Allegri, già falcidiato dai tanti infortuni e ulteriormente decimato dalla devastante tornata delle nazionali (Favasuli, Olivera e Vergara immolati sull’altare delle rispettive patrie) si aggrappa al ritorno, seppur in forma ridotta, del suo totem Scott McTominay, l’uomo scudetto, l’uomo capace di mettersi sulle spalle la squadra nei momenti duri e fermato da improvvisi problemi cardiaci.
“Ma je nun m’arrenn’ ce voglio pruvà
Je no, je no
‘O ssaje comme fa ‘o core
Quand’ s’è annamurato”.
Il cuore, o giù di lì, del nostro Braveheart ha fatto le bizze, ma ora è pronto a gettarsi oltre ogni ostacolo per traghettare il Napoli oltre l’Acheronte di nove partite in un mese scarso con la rosa ridotta ai minimi termini.
Perché, al netto delle tante difficoltà, il catastrofismo andante che serpeggia in città non può essere tollerato: è vero, dopo cinque giornate il Napoli è indietro in classifica e il tour de force che lo attende fa tremare i polsi perché non ci sarà grande possibilità di fare turn over, ma questa squadra ha il dovere di reagire e l’allenatore deve metterci del suo.
Si sussurra di cambi tattici e di passaggio alla difesa a tre: francamente i moduli, in questo momento, contano poco. Ciò che deve fare la differenza è l’approccio e l’attitudine della squadra che fin qui ha fatto troppa fatica a trovare la via della porta avversaria.
Non c’è dubbio che il centrocampo sia davvero sguarnito: con McTominay (forse) appena rientrato, restano De Bruyne, Gilmour e Lobotka che hanno nelle gambe 3-4 match ravvicinati con le rispettive nazionali, dunque è chiaro che la coperta in mezzo al campo sia cortissima e Allegri dovrà allungarla o davanti o sugli esterni.
Il problema è che al Maradona sabato sera si presenterà una squadra che in questo momento è una bella gatta da pelare.
Il Frosinone gioca un bel calcio, ha entusiasmo, tanti giovani e soprattutto tanta corsa e tante idee: molti elementi che sin qui sono mancati al Napoli.
Va detto che se il Napoli ha “prestato” dieci giocatori alle nazionali, il Frosinone ne ha concessi ben quattordici, di cui cinque alla splendida under21 azzurra. Il bomber Raimondo probabilmente non sarà della partita ma i pericoli tra i ciocari non mancano.
Il fratellino di Kvara, Kvernanze ha mostrato lampi di grande talento, ma anche i vari Fini, Ghedjemis e Schmidt possono creare non pochi grattacapi alla difesa azzurra.
Nel complesso, in poche parole, il Frosinone è una squadra fatta e finita, con linee di gioco codificate e una propensione offensiva. I  numeri d’altra parte non mentono: dopo cinque  giornate i ragazzi di Alvini hanno tre punti in più degli azzurri, segnato due gol in più e subiti due in meno. Dunque, come e più di sempre, ci sarà da soffrire.
In attesa che Scott possa tornare a trascinare i suoi compagni, la differenza devono dunque farla Kevin De Bruyne e Rasmus Hojlund che con Belgio e Danimarca hanno fatto faville. Servono tre punti come il pane, non sarà facile e servirà l’aiuto del Maradona. Altrimenti comincerà a soffiare un venticello autunnale che può causare brutti raffreddori.
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