
Rieccolo, il Napoli.
In una notte bagnata di ottobre il Maradona si riappropria della propria squadra, con un primo tempo di dominio e un secondo di controllo in una prestazione finalmente convincente.
Anche se il cielo su Napoli è stato a lungo cupo, certe notti le stelle brillano più che mai. Kevin De Bruyne ha disseminato il campo per 95 minuti di perle di classe pura, dipingendo calcio a profusione ma mettendoci dentro anche la voglia e la cattiveria agonistica del fuoriclasse venuto per incidere e non per svernare.
Il rigore segnato con freddezza (dopo l’errore di Hojlund) in quella porta dove un anno fa, calciando il penalty contro l’Inter, si strapparono la sua coscia e forse i sogni di bis scudetto degli azzurri, la voglia al ‘94 di seguire l’azione e inserirsi per la prima doppietta personale in maglia partenopea, ma soprattutto 4-5 invenzioni che hanno mandato in porta i compagni (Rasmus, Neres, Lang) che scelleratamente hanno sprecato tanto ben di Dio. Scegliamo però un’altra immagine per descrivere la nottata di Kevin: vederlo dopo tre minuti di gioco battibeccare con l’arbitro per una simulazione di un avversario, dimostra quanto il genio belga sia completamente dentro questa squadra e in sintonia con l’allenatore.
Già, perché il secondo protagonista della serata è senza dubbio Max Allegri, spesso sul bando degli imputati in questo avvio di stagione. In una partita molto delicata e contro un avversario che girava a mille, Max non si è lamentato delle tante assenze, ha distribuito calma e serenità ai suoi giocatori e ha messo in campo una squadra offensiva e determinata che sin dal primo minuto ha chiuso nell’angolo i ciociari con la personalità della grande. Portare De Bruyne in cabina di regia ha regalato al Maradona una prestazione totale a tutto campo del belga. Abbiamo visto due ali iper-offensive come Lang e Neres presentarsi più volte davanti alla porta – e lì bisogna migliorare – ma sempre pronte a rinculare e dare una mano dietro. Abbiamo poi rivisto il Di Lorenzo di spallettiana memoria, abile a tagliare centralmente per trasformarsi in un assalitore in più.
Il cambio modulo può avere avuto i suoi effetti, ma ciò che ha fatto la differenza è stato l’approccio e la voglia che la seuadra ha messo in campo. Ottime notizie anche da parte della difesa, dove Badiashile braccetto di sinistra ha dimostrato di poter essere molto utile, mentre Rrhamani e Rafa Marin si stanno confermando su ottimi livelli.
E poi, finalmente, il Maradona ha riabbracciato Scott McTominay, augurandoci che la connessione belga-scozzese possa essere di lunga durata e regalare pennellate di meraviglia per l’intera stagione.
La serata ha confermato che il Napoli ha una rosa forte e con lo spirito giusto si può andare lontano. Una rondine non fa primavera, ma il Frosinone nelle prime cinque giornate aveva impressionato per qualità di gioco e a Napoli è parsa una timida neopromossa. Molto bene l’ingresso dalla panchina di Giovane, piglio giusto e assist prezioso per Kdb, meno bene Lucca che in trenta minuti ha sbagliato tutto quello che si poteva sbagliare. Non bisogna accanirsi contro il centravanti piemontese ma è evidente un problema anche di natura psicologica: Hojlund (apparso sottotono dopo i 4 match in nazionale) non può giocarle tutte e dunque Allegri dovrà riuscire nell’impresa di riannettere alla causa anche Lucca.
Non c’è tempo per esaltarsi però, perché tra due giorni è già Champions con un’altra partita da non sbagliare a Villareal. Se nel suo habitat naturale, il principe Kevin da Gand vorrà concedere una replica, Max ed i tifosi azzurri potranno dormire sonni sereni.




