
Gli esami non finiscono mai, diceva Eduardo.
E in questa tribolata, avventurosa ma al contempo emozionante stagione del Napoli anche un quarto di finale di Coppa Italia può trasformarsi in una notte da sliding doors.
E già, perché alle difficoltà che sicuramente l’avversario proporrà agli azzurri, va aggiunta l’assenza, il vuoto incolmabile lasciato da Scott McTominay. Lo scozzese di ferro, che su una gamba sola ha ribaltato il Genoa, che bomboletta in mano si è sostituito anche ai medici e che, se fosse per lui, sarebbe in campo anche domani sera stringendo i denti e gettando il cuore oltre l’ostacolo da braveheart napoletano.
Antonio Conte però è uomo saggio e sa che se fare a meno per una notte, seppur importante, del numero 8 può essere un problema, perderlo per un periodo prolungato sarebbe una sciagura.
E allora l’allenatore campione d’Italia farà la conta di quelli abili e arruolabili e proverà a disseminare il campo di trappole per Fabregas e i suoi scatenati gioiellini.
Il Como calerà al Maradona riposato dal rinvio del match di campionato e con la ghiotta occasione di regalarsi una semifinale con vista europea che per i lariani sarebbe storica. Niente favole peró, perché i signori Hartono, patrimonio stimato intorno alla quarantina di miliardi di dollari, hanno speso e spaso nelle ultime sessioni di mercato, allestendo una squadra che annovera il meglio della gioventù internazionale.
Cesc Fabregas é stato bravo ad inculcare le idee di gioco spagnoleggianti, fatte di gran possesso palla ma anche di pressing furioso e attacco alla profondità.
Di Nico Paz si é detto e scritto in lungo e in largo, ma la crescita esponenziale di Baturina, del centravanti greco Douvikas e del duo di centrocampo Perrone-Da Cunha fanno del Como una delle squadri più attrezzate del campionato e che, legittimamente può ambire ad un posto in Europa, anche quella più prestigiosa.
Nelle sfide precedenti, le due dello scorso anno e l’andata al Maradona di campionato in questo, il Como ha sempre messo in difficoltà gli azzurri e saremmo davvero sorpresi se Antonio Conte non avesse studiato le adeguate contromisure.
La gioventù e la sfrontatezza dei lombardi potrebbero anche pagare dazio dinanzi ad un Maradona gremito come un uovo e pronto a trascinare gli azzurri verso un’intrigante semifinale contro l’Inter a marzo, quando magari finalmente qualcuno dei lungodegenti tornerà a dare man forte al gruppo degli irriducibili.
Dunque, che Napoli aspettarsi domani sera? Se conosciamo un minimo Conte, Alessandro Buongiorno sarà di nuovo titolare. Il centrale torinese è una risorsa preziosissima di questa squadra e deve necessariamente risalire dal buco nero in cui si é cacciato: solo con la fiducia di tutti potrà ritornare sui suoi livelli.
Chissà se la necessità di dare un po’di riposo a Hojlund non possa consentire a Romelu Lukaku di ritrovare una maglia da titolare o quanto meno una buona mezz’ora di partita. Con Elmas necessariamente riportato a centrocampo al fianco dell’irrinunciabile Lobotka occasione per Giovane e esordio in vista per Allison.
La Coppa Italia resta probabilmente l’unica possibilità di alzare un trofeo da qui a maggio. Tutto o’lassato é perduto e Antonio Conte non é uno a cui piace perdere, nemmeno a briscola, figuriamoci contro un giovane rampante del tiki-taka.




