Bellinazzo: “Diritti TV? Scontato andasse a finire così”

ADV
ADV
ADV

A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio di Umberto Chiariello, è intervenuto Marco Bellinazzo, giornalista Sole24Ore: “Per molti club europei, i soldi sauditi fanno comodo, almeno per quelli che riescono a vendere i giocatori. Il beneficio immediato ci può essere, ma è apparente laddove si abbia una visione di medio-lungo termine, non mi sembra che si limiti ad un acquisto di calciatori/allenatori, ma un certo progetto di calcio che vede l’Europa messa sempre più in minoranza. Noi pensiamo a pochi club e alle loro ricchezze o presunte tali, in realtà c’è una piramide sportiva che dipende dal vertice – nel caso italiano la Serie A – che finanzia l’intero sistema. Depauperare questo patrimonio significa solo creare situazioni poco favorevoli per questo sport, ma sappiamo quanto sia necessario investire. Ho l’impressione che la commissione europea stia combattendo battaglie di retroguardia e la SuperLega è una di queste. Indubbiamente l’assalto arabo è più preoccupante. L’ideale, come diciamo già da tempo, sarebbe creare un sistema che possa redistribuire le risorse in maniera equa. Da anni cerco di denunciare questo oligopolio in cui ci sono sempre più club a diventare ricchi e molti altri a far fatica, parlo dei club-stato. La Premier ha dato parvenza di un certo equilibrio, negli ultimi anni, ma distribuisce le risorse in maniera più equa. Diritti TV? Una questione quasi scontata. Con le 3 finali europee, per quanto pompate un po’ troppo, si sperava di risollevare un po’ l’appetibilità del calcio italiano. È molto grave che, oltre ai soliti, altri attori che stanno investendo nei diritti sportivi in tutto il mondo, non sono entrati in questa competizione: un evidente segnale di impoverimento del nostro calcio. Mi auguro si possa trovare una quadra e superare gli 850 milioni, soprattutto che si possa recuperare terreno all’estero, ma non sono particolarmente positivo. Se mi piace Garcia? Da tifoso avevo un punto interrogativo su Spalletti, con Garcia è lo stesso. Mi piace per come si pone, com’è stato vincente in tanti campionati, ma i dubbi restano legati a quello che può essere l’innesto in un contesto napoletano, ancor di più nel post-Spalletti”.