Napoli-Arsenal, l’analisi del giorno dopo

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Ai campioni d’Inghilterra dell’Arsenal é stata necessaria una magia del capitano e trascinatore Odegaard per sbancare il Maradona e avere la meglio di un Napoli combattivo e orgoglioso, ma poco incisivo in avanti.
I Gunners in verità hanno graziato a più riprese gli azzurri, divorando almeno 2-3 clamorose palle gol ma almeno nel primo tempo il Napoli é stato bravo a difendere ma anche a ripartire, creando le premesse per azioni pericolose non finalizzate per cattive scelte nell’ultimo passaggio.
Alla fine, come é normale in Champions, ha deciso il colpo di un fuoriclasse che ha legittimato una superiorità evidente ed anche facilmente prevedibile.
A differenza delle due partite perse in campionato però il Napoli non ha commesso gravi leggerezze difensive, pur tuttavia ancora una volta ha lasciato troppo campo agli avversari dal ‘60 in poi, finendo per essere schiacciato nella propria trequarti: merito dei londinesi ma anche frutto di una resistenza atletica limitata e dello scarso apporto della panchina.
Ovviamente piove anche sul bagnato, perché ai ko di McTominay, Anguissa e Buongiorno, si aggiungono anche gli infortuni di Meret e Alisson e in più c’è anche il “caso” Lang da risolvere: la coperta insomma é sempre più corta.
Il trittico infernale Como-Inter-Arsenal é alle spalle con zero punti, tre sconfitte consecutive e un po’ di inquietudine che inizia a serpeggiare: le sconfitte sono state in parte immeritate e in parte sfortunate, ma restano tre sconfitte consecutive e una squadra ambizione come il Napoli non può farsele scivolare addosso come se niente fosse.
É evidente che i prossimi impegni prima della lunga sosta contro Bologna e Fiorentina debbano segnare un cambio di passo, altrimenti il percorso di Allegri rischia di trasformarsi presto in una via Crucis. Il tecnico livornese dovrà però metterci qualcosa in più, perché contro squadre decisamente più alla portata degli azzurri sarà necessario un piglio molto più propositivo.
Doveva essere la notte di De Bruyne ma il belga é apparso sottotono. Buona invece la prova di Rafa Marin e apprezzabile anche l’esordio di Gilmour. Lodevole anche la personalità di Favasuli al debutto in Champions mentre Alisson, al netto dell’infortunio, é parso ancora confusionario e impreciso, la brutta copia del giocatore apprezzato lo scorso anno.

Un’ultima riflessione la merita il pubblico del Maradona: é vero che i prezzi dei biglietti erano salati, ma qualche anno fa una sfida del fascino di Napoli-Arsenal avrebbe realizzato il sold-out da settimane ed invece allo stadio c’erano molti spazi vuoti. Le curve poi, hanno a lungo preferito insultare De Laurentiis invece di sostenere la squadra in un match così complicato. Chissà  cosa avranno pensato i 1500 tifosi inglesi, perche certe cose al limite del ridicolo accadono solo da noi.

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