Verso Napoli-Lazio, i biancocelesti ai raggi x

Db Roma 11/01/2020 - campionato di calcio serie A / Lazio-Napoli / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Ciro Immobile-Senad Lulic-Simone Inzaghi

Intelligente, fredda, lucida, compatta. Sono altri aggettivi idonei per descrivere la Lazio che sta vivendo un lungo periodo magico. A seconda dell’avversario e dei frangenti di una stessa partita, i biancocelesti alzano il proprio baricentro pressando alti i contendenti così da poterli colpire presto appena riconquistata la palla oppure si mantengono più bassi, attendendo i rivali nella propria metà campo sapendo aspettare, in maniera glaciale, il momento giusto per accelerare e rendersi pericolosi rifinendo le azioni centralmente oppure sulle fasce dove Manuel Lazzari e Senad Lulic (o Jonathan Rodriguez Menendez “Joni”, in crescita dopo un’inizio difficile) sono un’arma importante perché sanno spingere, puntare l’uomo, crossare rendendo complicata la riva agli avversari che devono saperli chiudere bene con i terzini, i quinti o le ali (la sinergia è fondamentale così come le scalate).

Diverse di queste doti sono state osservate da vicino dal Napoli nella recente sfida di campionato in cui, però, i capitolini non sono apparsi belli, frizzanti come in altre gare, ma hanno dato prova di grande ordine, compattezza, determinazione, spirito di sacrificio. Resosi conto delle difficoltà della sua squadra, Simone Inzaghi è stato molto acuto, scaltro nell’inserire giocatori di gamba, di corsa come Danilo Cataldi e Valon Berisha per contenere i campani e, poi, fargli la festa all’82°. Quei 3 punti si sommano ad altri 8 conquistati nelle altre 18 incontri in serie A (manca quello contro l’Hellas Verona) in cui il team ha dimostrato pazienza, calma, capacità di essere concentrata sino al triplice fischio finale. Servirà tantissimo in questo match secco, in cui nulla è perduto sino allo scadere, e nel quale, purtroppo, il tecnico piacentino dovrà fronteggiare l’assenza sicura di Cataldi (fermato per il riacutizzarsi di un problema al polpaccio, forse una lesione di primo grado), ma è a rischio anche Carlos Joaquin Correa che continua a non allenarsi per un risentimento al polpaccio.

Di conseguenza, in avanti, partiranno titolari Felice Salvador Caicedo Corozo (5 reti in serie A) e Ciro Immobile (23 gol di cui 9 su rigore in 19 gare di campionato) che è al 4° posto tra i marcatori (112 reti in 158 confronti) all time della Lazio (staccato Bruno Giordano, a 11 lunghezze da Giorgio Chinaglia). La migliore alternativa è lo spagnolo Luis Alberto (riportandolo nella posizione delle passate stagioni) che sta incantando ovunque sia impiegato (con 11 assist è il primatista della serie A in questa specialità, il secondo in Europa). Performance che peseranno ad aprile/maggio quando dialogherà con la dirigenza che vorrebbe prolungargli il contratto in scadenza nel 2022. Lui vuole disputare la Champions League e gradirebbe un ingaggio sui 3 milioni di euro (ora è fermo ad 1,8) come Immobile e Sergei Milinkovic Savic.

Questi ultimi sono stati già “blidanti” dal tandem Claudio LotitoIgli Tare che, a breve, parlerà con Lulic e Marco Parolo che, dal 1° febbraio possono accordarsi con chiunque per il 1° luglio. Arrivato nel 2011, il serbo è diventato ben presto una delle anime della formazione e seppur, sabato, ha spento 34 candeline è ancora utilissimo come dimostrano i ben 1421 minuti disputati finora. Compirà sabato, invece, 35 anni il mediano italiano che è una riserva di lusso. Ogni qualvolta è chiamato in causa garantisce corsa, fiato, qualità e vuole. Entrambi attendono una proposta congrua sul piano economico e temporale.

Una nuova buona offerta la merita anche Simone Inzaghi (l’accordo scade nel giugno 2021) che sta scrivendo pagine importanti di questa società: contro la Sampdoria ha conquistato l’11ima vittoria consecutiva in serie A (striscia mai raggiunta dai biancocelesti in 120 anni di storia) e la 100a da allenatore dei capitolini (in 183 panchine, tante quanto Tommaso Maestrelli, entrato nella leggenda per il primo tricolore nel 1974). In questa speciale classifica è a sole 6 lunghezze da Sven Goran Eriksson (in panchina dal 1997 al 2001) che è stato suo maestro. Insieme, nel biennio 1999/2001, hanno centrato la tripletta del 2000 (scudetto, Coppa Italia e super Coppa nazionale). Lo svedese è stato il tecnico dei grandi trionfi continentali: nel 1999 arrivò la doppietta: Coppa delle Coppe e supercoppa Europea. Traguardi che Inzaghi potrebbe conseguire nel futuro se la rosa sarà integrata, allungata per fronteggiare le corazzate internazionali. Ad oggi è solo molto competitiva per l’Italia dove la coppa nazionale è stata vinta per ben 7 volte (come l’Inter) di cui 4 nel nuovo millennio (2003/04, 2008/09, 12/12, 18/19).