Verso Napoli-Barcellona, i blugrana ai raggi x

Una parata di stelle, di talenti, da far tremare le gambe soltanto leggendo le loro caratteristiche ed i palmares. Il Barcellona è potenzialmente una delle squadre più forti del pianeta, ma sta vivendo una stagione tribolata. Dopo la sconfitta nella semifinale (2–3 contro l’Atletico Madrid) della Super Coppa di Spagna, è stato esonerato Ernesto Valverde Tejedor (attaccante blaugrana nel biennio 1988/90, 8 reti in 22 presenze) che, era in carica dall’estate 2017. In questo ciclo ha vinto le ultime 2 edizioni della Liga, la Coppa del Re 2018, la Super Coppa spagnola 2018, ma in Champions è stato eliminato due volte subendo altrettante tremende rimonte: nel 2017/18 per mano della Roma ai quarti, nel 2018/19 dal Liverpool in semifinale (dopo il 3–0 esterno gli inglesi s’imposero 4–0 ad Anfield Road). Questi risultati abbinati a quelli recenti hanno convinto la dirigenza ad anticipare la fine del rapporto (già fissata per giugno) ed a puntare su Xavi Xernandez Creus che, però, non ha voluto interrompere il suo percorso di apprendistato con l’Al Sadd. La scelta è, quindi, ricaduta su Enrique “Quique” Setien (61enne, ex tecnico del Betis Siviglia, del Racing Santander, del Las Palmas, della nazionale della Guinea Equatoriale) che è un grande ammiratore di Johan Cruijff (allenatore dei catalani dal 1988 al 1996) e si ispira al suo gioco: tanto possesso di palla alla ricerca del varco giusto per far male agli avversari negli ultimi 15 metri con improvvise accelerazioni, sovrapposizioni, triangolazioni nello spazio stretto eseguite in maniera rapida, ma precisa. Finora un gioco che ha garantito il sorpasso al Real Madrid (battuto sabato sera dal Levante), ma è costato l’uscita ai quarti della Coppa del Re (1–0 al San Mames di Bilbao)

Manca, quindi, un equilibrio tra fantasia, estro, sacrificio, attenzione, copertura. Non è facile dati i molti big in rosa. Sono campioni del mondo in carica i francesi Ousmande Dembelè (classe 1997) e, soprattutto, Antoine Griezmann (classe 1991, anche detentore del titolo europeo). Il primo è un esterno offensivo rapido, ben dotato nel dribbling che può giocare anche da trequartista. Doti che ha potuto mostrare poco nelle 9 presenze ufficiali conseguenza di diversi lievi infortuni che hanno preceduto la “rottura completa del tendine prossimale del bicipite femorale della gamba destra”che lo ha costretto ad operarsi a metà febbraio. Per lui stagione finita. Con una deroga nazionale, recentemente, è stato tesserato il danese (classe 1991) Martin Braithwaite (dal Leganes), ma non può giocare in Champions. Nasce ala sinistra, ma rende benissimo anche da prima o seconda punta il connazionale che è un attaccante completo: freddo, agile, veloce, con un tiro potente e preciso dalla lunga distanza, specialista sulle punizioni e sui rigori. La scorsa estate, è stato strappato all’Atletico Madrid pagando la mega clausola da 120000000 di euro. A fargli compagnia, in avanti, c’è l’argentino Lionel Messi (classe 1987). Il vincitore del Pallone d’Oro 2019 (6° personale) è tecnico, veloce, con buon’accelerazione, agile, dotato di un ottimo controllo di palla ed, ormai, anche un bomber: 626 gol in 715 partite con questa maglia con cui ha vinto tutto, ma pochissimo con la nazionale: oro ai Giochi di Pechino 2008, argento ai mondiali di Brasile 2014, successo nelle edizioni 2007, 2015 e 2019 della Coppa America. Ha meno trofei l’uruguaiano Luis Suarez (classe 1987) che, a metà gennaio, è stato operato al ginocchio destro (sul quale i medici erano intervenuti già nel maggio 2019) e dovrà stare fermo almeno 4 mesi. Uno stop occorso nel suo periodo migliore: 14 reti ed 11 assist in 23 gare.

In mediana sono almeno in 4 per 3 soli posti. Vice campione del mondo nel 2018, il croato Ivan Rakitic (classe 1988) è definito un “todocampista” perché è bravo nell’impostare la manovra, ma anche nel concluderla con i suoi inserimenti in area. Buona visione di gioco e capacità di smarcamento per il giovane (classe 1997) olandese Frenkie de Jong che è stato pagato 75 milioni di euro (+11 di bonus) all’Ajax che lo ha forgiato rendendolo un centrale di grosso avvenire. A garantire equilibrio, copertura ci pensa lo spagnolo Sergio Busquets (classe 1988, campione del mondo nel 2010 ed europeo nel 2012) che ha un grande senso della posizione, abilità nell’interrompere l’azione avversa ed iniziare quella propria con passaggi precisi, sicuri. E’ un autentico jolly il cileno Arturo Erasmo Vidal Pardo (classe 1987, trionfatore della Coppa America del 2015 e del 2016) che può essere impiegato da trequartista, da mezzala, da mediano incontrista, da difensore (ruolo di nascita). Dotato di buon senso della posizione è bravo nella marcatura e nell’anticipo, ha, inoltre, corsa, colpo di testa, tiro da fuori, dribbling (Lo ricordano bene i tifosi della Juventus).

Nomi leggermente meno altisonanti, ma ugualmente prestigiosi, in difesa dove il leader è lo spagnolo Gerard Pique (classe 1987, campione del mondo nel 2010 ed europeo nel 2012). Fisico imponente, ottimo colpitore di testa, ma anche buona tecnica per il centrale che ha collezionato 532 presenza con questo club. Al suo fianco opera il francese Samuel Umtiti (classe 1993, campione del mondo nel 2018 ed europeo nel 2016). Veloce, forte fisicamente, bravo nel gioco aereo, in marcatura, ma pecca di irruenza, istintività. In panchina, la prima alternativa, è un connazionale che lo ricorda tanto per certe caratteristiche: Jean Clair Todibo (classe 1999). Sulle fasce solitamente agiscono gli spagnoli Sergi Roberto Carnicer (classe 1992 a destra) e Jordi Alba (classe 1989 a sinistra), ma quest’ultimo ha rimediato una lesione muscolare all’adduttore della gamba destra durante la sfida con il Getafe e non è disponibile. Dotato di un’intelligenza tattica non comune, il primo partecipa alle azioni offensive con passaggi ed assist, e difende con grande attenzione, tenacia, forza fisica e si è imposto in questo ruolo pur nascendo centrocampista (ed era considerato tra i più promettenti europei della sua generazione). In panchina siedono il centrale francese Clement Lenglet (classe 1995) ed il portoghese Semedo (classe 1999). Bravo negli anticipi e dotato di buon senso della posizione il primo è forte fisicamente, nel gioco aereo e con il sinistro. Il secondo è un prolifico crossatore dotato di notevole velocità, abilità nel dribbling, ma copre con intelligenza, lettura delle azioni la corsia di destra.

I pali sono difesi, dalla stagione 2016/17 dal tedesco Marc Andre Ter Stegen (classe 1992) che, acquistato nel 2014 dal Borussia Monchengladbach (per 15 milioni di euro) per sostituire il partente Victor Valdes, è stato promosso titolare solo dopo l’addio di Claudio Bravo.

 

CURIOSITA’. Enrique “Quique” Setien è il 50° allenatore del Barcellona. Di questi 29 sono spagnoli (tranne 2 sono tutti ex calciatori del team. Ben 17 sono catalani), 8 inglesi, 4 olandesi ed argentini, 3 ungheresi, 2 tedeschi, 1 francese, croato ed italiano (il piacentino Sandro Puppo nella stagione 1954/55 finita al 2° posto dietro al Real Madrid, ma lanciando Luis Suarez). I catalani non sono soliti esonerare i tecnici. La volta precedente risale al 2003, quando l’olandese Luis Van Gaal fu sollevato dall’incarico dato che la formazione era decima in classifica a 20 punti dalla prima. Per 6 mesi la rosa fu gestita alla coppia formata dall’iberico Antonio De La Cruz e dal serbo Radomir Antic.

GIRONE F. Sulla carta non era assolutamente tra i più facili per la presenza di Inter e Borussia Dortmund, ma il Barcellona ha fatto il suo dovere conquistando 14 punti frutto di 4 successi (ai dei tedeschi, dello Slavia a Praga, dei milanesi sia in casa sia in trasferta) e 2 pareggi.

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