Venezia-Napoli, una sconfitta che pesa

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Sabato, ore 15. Il Napoli fa visita al Venezia e sugli spalti ci sono tifosi arrivati da tutto il Nord-Est, insieme a tanti sostenitori partiti da Napoli durante la notte. Chilometri, poche ore di sonno e la voglia di seguire la squadra anche lontano dal Maradona. La sconfitta in Champions contro il Villarreal è ancora fresca, ma il campionato offre subito l’occasione per ripartire. All’orizzonte, però, c’è già un altro impegno europeo: martedì arriverà il Bodø/Glimt. Mister Allegri decide di preservare diversi titolari e schiera dal primo minuto le seconde linee. In attacco spazio a Lucca, con Højlund inizialmente in panchina. Una scelta dettata anche dal calendario, ma che richiede risposte concrete da chi è chiamato a sfruttare l’occasione.

Un primo tempo senza sussulti

I primi 45 minuti scorrono via senza lasciare molto da raccontare. Il Napoli tiene il pallone, ma fatica a trovare ritmo e precisione, senza riuscire a concludere nello specchio della porta. Dagli spalti si attende una reazione, un’accelerazione capace di dare un senso alla partita. Invece, la squadra appare lenta e prevedibile, incapace di mettere in difficoltà un Venezia reduce da sei sconfitte consecutive. Lo 0-0 dell’intervallo non rassicura: il Napoli ha ancora tutto il tempo per vincere, ma deve cambiare passo.

Al 49’ il Venezia passa in vantaggio

La ripresa comincia nel peggiore dei modi per gli azzurri. Al 49’ Adams Akor vince il duello fisico con Rrahmani e trova la conclusione vincente. Una leggera deviazione del difensore inganna Meret e porta avanti i padroni di casa. Venezia 1, Napoli 0. Il settore lagunare esplode, mentre tra i tifosi napoletani cresce l’incredulità. Il Venezia, rinvigorito dall’arrivo di Davide Nicola in panchina, sembra crederci più degli avversari e affronta la ripresa con maggiore coraggio. Il Napoli, invece, fatica a reagire. Il gol subito evidenzia le difficoltà di una squadra che non riesce a trasformare il possesso in occasioni pericolose.

Allegri cambia, ma arriva un altro colpo

Dalla panchina arrivano le contromisure: dentro De Bruyne, Højlund e Alisson Santos, fuori Gilmour, Lucca e Giovane. Il tecnico prova a cambiare volto alla squadra, inserendo qualità e maggiore peso offensivo. Al 66’ sembra presentarsi l’occasione giusta per rimettere in equilibrio la partita. Højlund viene atterrato in area e l’arbitro indica il dischetto. A incaricarsi della battuta è DeBruyne. Il tiro, però, viene parato da Stanković. Il rigore fallito pesa come un macigno. Dopo un primo tempo anonimo e il gol subito in avvio di ripresa, il Napoli spreca la possibilità di ripartire. Sugli spalti resta il rammarico per un’occasione che avrebbe potuto cambiare l’inerzia della gara.

Stanković chiude la porta

Gli azzurri provano ad aumentare la pressione, ma senza trovare la lucidità necessaria. La manovra è prevedibile e i tentativi offensivi si infrangono contro la difesa lagunare e le parate di Stanković, protagonista di un finale di grande sicurezza. Il Napoli attacca, ma non riesce a fare male. Il Venezia difende il vantaggio con determinazione e si avvicina a una vittoria che, prima del fischio d’inizio, sembrava tutt’altro che scontata. Con il passare dei minuti, il cronometro diventa il principale avversario degli azzurri. La rimonta non arriva.

Il triplice fischio: festa lagunare, delusione azzurra

Al termine della partita, il Venezia festeggia la prima vittoria in campionato dopo sei sconfitte consecutive. Calciatori e tifosi si abbracciano: per i lagunari è una liberazione, oltre che un’iniezione di fiducia dopo un avvio difficile. Per i sostenitori del Napoli, invece, comincia il viaggio di ritorno. Chi è arrivato dal Nord-Est e chi è partito nella notte dalla Campania deve fare i conti con una sconfitta maturata senza una vera reazione. A pesare non è soltanto l’1-0, ma il modo in cui è arrivato: un primo tempo privo di occasioni, un gol subito a inizio ripresa e un rigore fallito da DeBruyne. Il Napoli non è riuscito a imporre la propria superiorità contro una squadra che aveva raccolto soltanto sconfitte nelle ultime sei giornate.

Martedì c’è già il Bodø/Glimt

Il calendario non concede pause. Martedì il Napoli torna in Champions League al Maradona contro il Bodø/Glimt, avversario che fa dell’intensità, della velocità e della freschezza atletica alcune delle sue armi migliori. Dopo la sconfitta contro il Villarreal e il passo falso di Venezia, gli azzurri hanno bisogno di ritrovare gioco, energie e convinzione. Le rotazioni possono essere necessarie, ma chi scende in campo deve dimostrare di essere pronto a sostenere il peso della maglia. Il viaggio di ritorno lascia tante domande. Il Napoli aveva l’occasione di riscattarsi e invece torna a casa senza punti, con una prestazione che impone riflessioni e correttivi immediati. I tifosi continueranno a esserci, come sempre. Ora, però, aspettano una risposta sul campo: contro il Bodø/Glimt servirà un Napoli diverso, più concreto e capace di reagire alle difficoltà.

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