Torino-Napoli, top & flop

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Un periodo non proprio brillante per il Napoli di Carlo Ancelotti, che, dopo aver pareggiato anche in Champions con Genk, per la settima giornata di campionato affronta il Torino dell’ex Walter Mazzari. Un match senza reti e tanta incertezza ed insoddisfazione sui volti e nell’atteggiamento degli azzurri. Il Napoli che, a differenza del Torino, colleziona un buon possesso palla, ma si sa, non è quello a bastare. Infatti anche l’ennesimo esperimento di Ancelotti, che schiera un 4-3-3 non risolve il problema delle verticalizzazioni e soprattutto delle mancate e quasi assenti conclusioni. Una vera proprietà commutativa: nonostante il passaggio al fedele 4-4-2, il risultato non cambia. Una difesa attendibile, un centrocampo zoppicante ed un attacco sterile, porta il Napoli a raccogliere un solo punto dalla trasferta piemontese. Sembra quasi che i ragazzi in azzurro siano spaesati, spersonalizzati e che la confusione tattica regna sovrana.

I FLOP

La totale assenza di cattiveria calcistica e la voglia di centrare lo specchio della porta non traspare nei 90 minuti allo stadio Grande Torino, poche ed insufficienti le conclusioni del Napoli. Ha perso la bussola! Piotr Zieliski sembra aver subito un’involuzione nell’ultimo periodo, un vedo non vedo, c’è ma non c’è. Il suo ruolo fondamentale, le sue conclusioni cui ci aveva abituati, sterzate e accelerazioni, rappresentano un mero e lontano ricordo. Nella Torino-granata solo palle perse, passaggi imprecisi e non un punto riferimento a centrocampo per i compagni.

Ghoulam un terzino impaurito, sbagli continui, palle perse ed azioni non costruttive.

Lozano pervaso da uno stato di apatia. Frastornato. Qualche ripartenza, qualche tiro su spunto dei compagni, ma sempre inconcludente ed indolente, senza cattiveria e incisività.

Un napoletano quasi disadattato, colui che dovrebbe essere il traino dentro e fuori dal campo per gli azzurri: Lorenzo Insigne, la cui posizione ormai non appare più molto chiara, poco coinvolto ed offensivo, un cero che si è spento man mano fino al momento della sostituzione.

I TOP

Un arbitraggio regolare e scrupoloso quello di Doveri e della sua squadra arbitrale tra assistenti, Var e Avar. Fischia tutti i falli giustamente e ricorre al VAR nei momenti più opportuni. Non condiziona la partita, ma lascia giocare.

Straordinario ed instancabile Giovanni Di Lorenzo, ha speso tutto quello che era nelle sue possibilità ed oltre in questo match. Una prestazione di spessore, preciso e mai fuori tempo, promotore delle risalite e della fase offensiva.

Un buon reparto difensivo, l’asse Manolas-Luperto serra le fila. Bravi, oltre ad essere affidabili in fase difensiva, salgono palla al piede e scaricano a centrocampo consentendo le ripartenze.

Si salvano i 2/3 del centrocampo, con Fabiàn e Allan, fedelissimi nonostante la stanchezza. Più occasioni per l’andaluso che prova col destro dal limite, molti tagli per lui con tentativi di cross.