Tennis, Tea Kovacevic torna al Lemon Bowl

La 38esima edizione del Lemon Bowl si accende con le prime sfide di main draw. A Roma, tra i campi di Salaria Sport Village e Forum Sport Center, sono andati in scena i round inaugurali dei tabelloni principali maschili e femminili delle categorie under 10, 12 e 14. La rassegna nazionale a partecipazione straniera ritrova con piacere tanti volti noti, italiani e non solo. Non mancano le prime sorprese: su tutte da evidenziare l’eliminazione di Nicole Molaro, prima testa di serie del tabellone under 14, che cede il passo a Sara Aber con l’inatteso score di 6-0 6-3.
La bosniaca Tea Kovacevic torna al Lemon Bowl – Tra le tante conoscenze del Lemon Bowl, dalla Bosnia Erzegovina torna Tea Kovacevic. Nel 2021, la prima esperienza capitolina si era conclusa con la sconfitta al terzo set contro Micol Salvadori, futura vincitrice del torneo under 12. Quest’anno la piccola atleta di Gradiška ci riprova nella stessa categoria: al debutto successo per 6-0 6-1 su Eleonora Tranchero. “Sono contenta di essere di nuovo qui al Lemon Bowl – sottolinea Tea -. L’anno scorso mi sono comportata bene, ma ho perso contro un’avversaria più grande di me. Sono entusiasta di essere tornata perché ho incontrato vecchi e nuovi amici, infatti conoscevo già la mia avversaria Eleonora, ci avevo giocato tre anni fa ad Umago”. Lo scorso anno, archiviata l’esperienza romana, Kovacevic ha girato l’Europa con il papà e coach Marko: “Nella passata stagione ho giocato tanti tornei in posti bellissimi: Parigi è stata una delle città che mi è piaciuta di più. Sono molto fortunata ad avere mio padre al mio fianco, mi allena da quando sono piccolissima, a volte si arrabbia ma ci vogliamo bene ed è divertente viaggiare con lui”. Cresciuta in Bosnia, Tea ha il cuore serbo. Il suo idolo? Naturalmente Novak Djokovic: “Questa settimana proverò a fare del mio meglio per vincere il Lemon Bowl, poi un giorno vorrei giocare come Nole e diventare numero uno al mondo”.
Italia contro resto del mondo: il bello del Lemon Bowl – Provenienti da 10 nazioni, sono ben 19 gli atleti stranieri ai nastri di partenza del torneo. Il Lemon Bowl per loro è un’esperienza indimenticabile, ma lo è altrettanto per gli avversari, al primo test contro coetanei da altri Paesi. Uno di questi è il piccolo under 10 Alessandro Tolomeo, che ha iniziato la sua seconda caccia alla coppa dei limoni battendo l’americano Andreas Paun. “Ho vinto con il punteggio di 3-6 7-5 10/7, è stato un bel confronto contro un avversario forte – racconta il ragazzo nato a Montepulciano e tesserato al Tennis Club Sinalunga -. La partita è stata difficile anche perché mi sono dovuto concentrare sia sul tennis, sia sull’inglese, ma ce l’ho fatta”. In trasferta con il gruppo del circolo toscano, Andrea non è particolarmente preoccupato per il torneo e si sta godendo una delle prime esperienze fuori da casa: “Mi sto divertendo tantissimo, al circolo vedo le partite dei miei compagni, e la sera in albergo giochiamo tutti insieme. Poi devo ammettere che mi piace stare senza genitori (ride, ndr)”. Tra i tantissimi risultati di giornata, vittorie convincenti di Giulia Luchetti e Camilla Castracani. Rispettivamente al via dei tabelloni under 10 ed under 12, le due atlete italiane sono approdate a Roma partendo da Slovacchia e Stati Uniti d’America. Nata a Bratislava ed in possesso di doppio passaporto, Luchetti ha superato Benedetta Tano con il punteggio di 6-1 6-0. Castracani, nel 2020 campionessa del torneo under 10, ha regolato Camilla Fabbri per 6-2 6-3. Nel tabellone under 14 femminile giornata di gloria per Sara Aber della Ravenna Tennis Academy: prestazione straripante contro la numero uno del seeding Nicole Molaro, che ha raccolto solamente tre giochi al termine di una giornata opaca. La prima uscita è fatale anche per Timur Gordeev, che nel primo turno dell’evento under 12 si piega a Riccardo Landi con il parziale di 6-2 5-7 6-2.
Tato Pedà: “Orgogliosi di ospitare il Lemon Bowl” – Il primo anno del Lemon Bowl al Salaria Sport Village, nuova sede centrale, prosegue a gonfie vele. Evidente la soddisfazione del presidente del circolo e team manager della rassegna, Tato Pedà: “Siamo molto contenti di ospitare nella nostra struttura un torneo così importante a livello internazionale. Storicamente Paolo Verna, direttore della manifestazione, si è sempre destreggiato in maniera eccelsa nell’organizzazione e quest’anno non fa eccezione”. Il Salaria Sport Village vanta quattordici campi e già nelle prime giornate ha incontrato il favore dei partecipanti: “Abbiamo dodici campi in terra rossa e due in sintetico, quindi riusciamo anche ad organizzare gli allenamenti per i giocatori. Anche sul piano dell’accoglienza è stato tutto perfetto”.
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