Spalletti: “Scudetto? La strada è lunghissima e piena di insidie”

Il Napoli vince anche la partita insidiosa con l’Empoli grazie al rigore trasformato da Lozano e dalla rete di Zielinski, entrambi entrati dalla panchina nel finale. I tifosi possono gioire e godersi il primato solitario.

Al termine del match mister Luciano Spalletti analizza il match.

Sulle difficoltà: “Abbiamo fatto tanti cross e abbiamo imbucato spesso ma non siamo stati precisi. Bisogna che tu sia bravo con la tua qualità contro la loro. Noi l’abbiamo fatta girare troppo lentamente e loro ci chiudevano con il centrocampista del rombo”.

Decisive le sostituzioni: “E’ superfluo dirlo ancora. Sono giocatori che hanno giocato due giorni fa alle 18. Non puoi preparare la partita se non cambi 4/5 giocatori. Quando sono entrati gli altri hanno dato un’impennata alla partita. Non devono farsi coinvolgere dai discorsi sulla titolarità o meno, l’addizione delle qualità di 22 calciatori è maggiore dell’addizione di 11 giocatori”.

Sulla sosta: “Bisogna prendere atto delle situazioni alla quali si va incontro e affrontarle cercando di avere dei vantaggi. La sosta c’è per tutti e non possiamo fare diversamente”.

Sulle squadre che lottano per lo Scudetto: “Bisogna stare attenti, possono anche aumentare. Anche quelle che sono indietro hanno forza per riprendersi. La strada è ancora lunghissima e le insidie sono tante. Bisogna stare sul pezzo e bisogna dare importanza a ciò che si trova davanti. I tre punti sono importanti perché commisurati all’obiettivo”.

È l’anno del Napoli: “Non mi fa né caldo né freddo. Bisogna capire se chi te lo dice aspetta il tonfo o meno. Fa parte della mentalità della città e dei napoletani”.

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Vinta una gara anche ruvida: “Così vincono le squadre che vogliono a tutti i costi i tre punti. l’importanza dei tre punti non è data dal valore dell’avversario ma dal dove tu vuoi arrivare. L’hanno vinta meritatamente e il gol lo abbiamo fatto, al di là del rigore netto. La gara è stata complicata perché loro sono una squadra tosta, che sono dentro alla loro dimensione. Mario Rui e Di Lorenzo hanno fatto una grande gara, hanno fatto cento volte il lavoro di essere in difesa ma anche in attacco“.

Gara complicata: “La squadra non si è fatta travolgere dal nervosismo per il gol che non arrivava. Quando giochi contro il Napoli diventa qualcosa di eccezionale se riesci a fare una buona gara“.

Fondamentale il cambio Politano-Lozano: “L’addizione delle qualità di 22 calciatori fa di più dell’addizione delle qualità di 11 calciatori. Se lo imparano, senza dar conto a quello che dice il cugino o l’agente, io faccio così lo stesso. Se vorranno spartire i meriti alla fine, ben venga. Il calcio è cambiato, non è più la stessa cosa. Si rigioca sabato alle 3, la terza gara in sette giorni. Da qui a sabato ci sarà chi non recupera, quindi ci sarà da fare dei cambi. Quello che si mette si spera che vada ancora meglio“.

Si è vista grande disponibilità di tutti nella fase di recupero del pallone: “Se sei feroce nella riaggressione loro non trovano la possibilità di distendere il loro sistema, se gli fai portare palla diventa tutto più difficile. Loro hanno tirato in porta alla fine dove abbiamo perso palla noi, la difesa lì ci può far meno. Se recuperi alto diventa più facile fare la fase difensiva“.

Ha atteso a fare i cambi, aveva pensato anche di inserire la doppia punta? “Simeone è arrivato da ultimo, non è che abbia potuto lavorare per trovare equilibri tattici per giocare con Osimhen. Di fatto sono due prime punte, sicuramente riempiono di più l’area però l’aggiramento diventa più difficile“.

Zanetti ha avuto parole di elogio per lei. Qual è il segreto del momento Spalletti? “Non penso di essere nel momento della mia carriera, non so rispondere. Non sono quello lì“.

È una squadra che sa anche lottare: “Quest’anno siamo migliorati molto sotto l’aspetto fisico. Non perchè si sia cambiata la squadra, ma perché i ragazzi a forza di parlarne hanno cambiato questa condizione. Lo vedo negli allenamenti, sto vedendo quell’atteggiamento lì. È quello che ci vuole in ogni situazione, questo fa capire le intenzioni della squadra a prendersi delle responsabilità“.

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