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domenica, Dicembre 7, 2025
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Spalletti: “Il ritorno a Napoli? Sarà un’emozione incandescente”

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Luciano Spalletti ha parlato ai microfoni di Mediaset dopo la gara vinta contro l’Udinese, che permette alla Juventus di accedere ai quarti di finale di coppa Italia (affronterà allo Stadium la vincente tra Atalanta e Genoa), rispondendo così sullo special match di domenica (20.45) al Maradona, quattordicesima giornata di Serie A: “Sarà un’emozione incandescente, perché lì ho tantissimi amici e bambini che mi aspettano. Non conterà come verrò accolto, ma il sentimento nei loro confronti che è quello di una persona che li vuole il massimo del bene”.

Vittoria per la Memoria. “Volevo iniziare ricordando che il 15 dicembre ricorre all’anniversario della scomparsa di Neri e Ferramosca che è successo dopo un allenamento di questi ragazzi e siccome venerdì c’è la cena dedicata a questo anniversario, alla quale io ho sempre partecipato, e visto che ora sono l’allenatore della loro Juventus mi faceva piacere ricordare questo momento e la vittoria la dedichiamo a loro e alle loro famiglie”.

L’analisi sulla terza vittoria di fila tra Champions, Serie A e coppa Italia. “Abbiamo giocato una discreta partita, abbiamo fatto bene tutto. Soprattutto perché quando si gioca contro squadre come l’Udinese che hanno gamba, che hanno corsa, che hanno profondità di corsa, il pericolo è sempre poi quando perdi palla. Invece siamo sempre stati in equilibrio, non abbiamo mai concesso il fianco e l’abbiamo fatta girare anche bene. Ci siamo procurati delle situazioni, aldilà dei goal importanti. Però. È che ci sono capitate delle situazioni che potevamo gestire meglio e visto il livello di calcio e visto il livello di qualità che dobbiamo andare ad acchiappare, sono cose da sfruttare. Perché poi riuscire a gestire le partite così in maniera quasi totale diventa difficile. Probabilmente noi abbiamo fatto bene, abbiamo messo naturalmente l’Udinese in condizioni che però dobbiamo sviluppare meglio. Poi bisogna essere sempre feroci, sempre cattivi, perché il leone vero mette tutta la sua forza anche con un topolino. Per cui, quando ti capitano le situazioni le devi sempre andare a prendere, per cui non è facile, mai. È vero che c’è stato quell’episodio del rigore che l’abbiamo messa in sicurezza, ma se poi non viene l’episodio del rigore, sei sempre lì che devi fare un altro goal, perché se no fino all’ultimo qualsiasi episodio ti può condannare”. 

David e Openda sono  due attaccanti centrali. Se parli con loro ti dicono che loro medio in quella piazzola lì. Uno è bravissimo tecnicamente, e uno molto relazionale con la squadra, perché quando viene incontro sa fare circolare la palla bene, sa metterla con i giri contati, dentro l’area di rigore si muove benissimo. Quando la squadra poi costringe una difesa bassa agli avversari, lui di dentro dal meglio di se stesso. È uno che prende notizie di continuo, sai benissimo gestire anche i palloni difficili. Poi naturalmente l’impatto fisico anche se ce l’ha, ce l’ha per quella che la sua costituzione, per quella che la sua forza. Mentre Openda è uno più bravo ad attaccare la profondità. Openda va negli spazi, ha bisogno della palla in profondità e meno relazionale. Però si compensano e possono giocare anche tutti e due insieme perché uno viene e uno va. E ci fa piacere che siano in delle buone condizioni perché poi hanno fatto vedere in questo periodo di prendere cose di portare a casa dei risultati. Sarà un’emozione incandescente, perché lì ho tantissimi amici e bambini che mi aspettano. Non conterà come verrò accolto, ma il sentimento nei loro confronti che è quello di una persona che gli vuole il massimo del bene”. “Ci sono dei buonissimi calciatori anche qui, da quando sono arrivato ho trovato grandissima disponibilità da parte di tutti: è un gruppo di ragazzi eccezionali che non vuol dire per forza che saremo poi bravi a dare il massimo. Però di giorno in giorno ho visto qualcosa di nuovo, dei progressi e questa è la cosa che più mi fa sperare bene per andare a proporre un calcio come abbiamo fatto oggi anche contro l’Udinese che ci giocheremo nel gioirne di ritorno perché avrà sicuramente una forza maggiore o con squadre di qualità. Qualcosa ci manca ancora, qualcosa dobbiamo andarci a prendere, ma siamo sulla buona strada. Noi non abbiamo una squadra di grande forza, ma abbiamo un po’ tutto e dobbiamo andare a gestire, dobbiamo gestire le partite. Dobbiamo fare questo palleggio che ci toglie il problema su queste continue corse profonde a sbattere in tutto il campo”.

LA PARTITA – Termina a Torino il percorso dell’Udinese in Coppa Italia. Dopo le vittorie casalinghe contro Carrarese e Palermo, all’Allianz Stadium arriva una sconfitta per 2-0, maturata a causa di un’autorete nel primo tempo e di un calcio di rigore nel secondo.
È la Juventus a iniziare meglio la gara, con la prima occasione che nasce dai piedi di un tarantolato Yildiz, che si accentra dalla sinistra e calcia, trovando la risposta in tuffo di Sava. I padroni di casa ci provano poi anche con Kelly – che va al tiro sugli sviluppi di un angolo trovando la deviazione di Lovric – e poi ancora con Yildiz che mette largo di poco il suo rasoterra dal limite. Il vantaggio avversario arriva a metà del primo tempo, quando Palma, per anticipare David su un cross basso già deviato da Solet, mette nella nostra porta il pallone con uno sfortunato tocco. Nel finale di tempo arrivano altre due conclusioni della Juventus con Cambiaso e Kelly, entrambe respinte dai difensori di Runjaic. All’inizio della seconda frazione è Zaniolo a causare il primo brivido a Di Gregorio, concludendo da lontano poco a lato del palo dopo una percussione palla al piede. La Juventus si fa poi rivedere a tratti, Yildiz tenta la conclusione a giro dalla sinistra ma allarga troppo la traiettoria. Dopo alcune azioni offensive dell’Udinese, gli avversari tornano pericolosi con McKennie, sulla cui conclusione a botta sicura si oppone Sava. Nel corso dell’azione, però, il VAR ravvisa un fallo da rigore, opinione condivisa dall’arbitro: sul dischetto va Locatelli, che realizza il 2-0. Gli uomini di Runjaic provano la reazione, Miller manca di poco la porta con un tiro dal limite dell’area nato su una situazione di calcio d’angolo, poi Palma e Kristensen salvano in sequenza in scivolata su un contropiede avversario, evitando che la palla arrivi verso la porta di Sava. Ci prova per la Juventus anche Joao Mario, ma il suo diagonale è largo.
Nel finale il VAR annulla per fuorigioco una rete di Openda, poi arriva il fischio finale, che sancisce la fine della Coppa Italia 2025/26 per l’Udinese.

IL TABELLINO DI JUVENTUS-UDINESE 2-0

Juventus (3-4-2-1): Di Gregorio; Kalulu, Gatti (dal 10’ st Locatelli), Kelly; Cambiaso, Koopmeiners, Miretti (dal 29’ st Conceiçao), Cabal (dal 29’ st Joao Mario); McKennie, Yildiz (dal 38’ st Zhegrova); David (dal 29’ st Openda). 
A disposizione: Scaglia, Mangiapoco, Adzic, Kostic, Thuram, Rouhi, Pedro Felipe. All. Spalletti
Udinese (3-5-2): Sava; Palma, Solet (dal 36’ st Kristensen), Bertola; Ehizibue, Zarraga (dal 14’ st Miller), Lovric, Atta (dal 26’ st Ekkelenkamp), Zemura; Zaniolo (dal 14’ st Bravo), Buksa (dal 26’ st Gueye). 
A disposizione: Nunziante, Okoye, Padelli, Goglichidze, Bayo, Kabasele, Camara, Rui Modesto. All. Runjaic
Arbitro: Fourneau
Assistenti: Scatragli – Palermo
IV Ufficiale: Marcenaro
VAR: Giua
AVAR: Marini
Marcatori: aut. Palma (J) al 23’ pt, rig. Locatelli (J) al 24’ st
Ammoniti: Palma (U) al 23’ st
Espulsi: nessuno
Note: 1’ di recupero nel primo tempo. 5’ di recupero nel secondo tempo. 
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