Spal-Napoli vista da tifoso emigrante

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A cura di Andrea Di Natale

Il lavoro impone a diverse persone di trasferirsi a centinaia di km dalla propria città natale ed il calcio è spesso un modo per lenire, in parte, la nostalgia. Da metà ottobre lavoro ad Occhiobello, un piccolo paese in provincia di Rovigo, ma molto più vicino a Ferrara rispetto al proprio capoluogo. Sin dal mio arrivo ho cerchiato in “rosso” sulla mia agenda la data della partita tra la SPAL ed il Napoli ed l’ho vissuta con gioia, spensieratezza sulle gradinate dello stadio “Paolo Mazza”. L’impianto è piccolo, ma bello, affascinante, in “stile inglese” (senza pista d’atletica, con spalti abbastanza vicini al campo) o l’“Arechi” di Salerno (per i quattro settori indipendenti) e garantisce una buona visuale da quasi tutti i posti dei quattro settori (coperti ed oggi è stato fondamentale data la pioggia che non ha smesso un secondo di cadere, anche in maniera copiosa). Con le gradinate sono quasi interamente gremite, con 14000 presenti. Per questa gara non ci sono restrizioni per i il settore ospiti e, di “partenopei” ce ne sono più di 1000, tra i gruppi delle due Curve del San Paolo, giunti da Napoli e dalla Campania, con l’aggiunta dei fedelissimi dei club dell’Emilia Romagna e della Lombardia. Ma è facile trovare supporter azzurri ovunque, soprattutto nei distinti dove sono “riconosciuti, smascherati”, verso le ore 17.30, all’ingresso in campo per il riscaldamento dei giocatori partenopei. Tanti si avvicinano alla ringhiera divisoria per un migliore selfie ricordo, sperando che qualche calciatore si avvicini maggiormente nell’eseguire gli esercizi. Poco prima è stata bella l’accoglienza riservata dai fan locali alla ex Meret che li ha ringraziati e salutati. Un gesto che merita di essere evidenziato così come la “sfida” tra le tifoserie. Quelli della Spal hanno massimo rispetto per i napoletani, sin dai tempi dell’età dell’oro maradoniano. La torcida napoletana è stata più continua, costante nell’intonare i propri cori, facendosi sentire nitidamente pur essendo, in ovvia, minoranza. Più saltuari i cori degli ultras ferraresi che hanno vissuto con apprensione il primo tempo in cui la propria squadra ha lasciato troppo l’iniziativa all’avversaria, costruendo, di contro, poche occasioni. Un paio sono state molto interessanti, ficcanti ed hanno scaldato il pubblico che si è lanciato in battimani ritmati. Frangenti alterni dell’incontro che ho vissuto in maniera serena, tranquilla, intima, privata anche per rispetto di una comunità che mi ha accolto bene. Sicuramente la posizione di classifica già sicura per il Napoli ha agevolato questo mio stato d’animo. Ricordo che, nella passata stagione, allo stadio Meazza, per Milan-Napoli (lo 0–0 con miracolo finale di Donnarumma su Milik) ero molto più teso, agitato, coinvolto. Al Mazza è stata un’occasione per vedere da vicino gli azzurri, osservare alcuni esperimenti di Ancelotti che hanno convinto per buoni tratti del match. Nella seconda parte della ripresa la stanchezza ha iniziato a prendere il sopravvento e la Spal ne ha approfittato costruendo due nitidissime opportunità (tra cui un gol annullato per fuorigioco) trascinando i fans. Lo stadio è diventato una piacevole bolgia, con l’adrenalina che scorreva a fiumi e la tensione era evidente sui volti delle persone che avevo intorno. Sono stati attimi intensi, interminabili in cui, sinceramente, non sapevo cosa augurarmi perché tutti i risultati possibili erano meritati. Al pareggio di Petagna, l’esplosione di gioia degli spettatori locali è stata fantastica e la rete ha dato loro energia per spingere la squadra verso il colpaccio che non è arrivato, anzi è maturata una sconfitta che, però, non fa danni. La salvezza, la seconda di fila in massima serie, è già in cassaforte da una settimana ed al triplice fischio finale parte in coro di giubilo per questo traguardo storico. Felici i tifosi lasciano lo stadio a piedi come è consuetudine dato che si trova dentro le “mura”, nel cuore della città. Li osservo con ammirazione perché vivono il calcio in maniera pura, sana, uno sport che inizia e finisce dentro i 90’. Uno bello spot per il movimento. Un’esperienza positiva che tanti dovrebbero provare.