Serie A: il punto sulla ventottesima giornata

Vince di goleada, nel prologo del venerdì sera, la Juventus che all’Allianz Stadium travolge 4-0 il Lecce grazie alle reti dei suoi tre assi offensivi e al sigillo finale di De Ligt. Non deve però illudere l’entità del punteggio perché fino all’espulsione di Lucioni i pugliesi, al secondo ko consecutivo, avevano ben imbrigliato la superiore qualità dei padroni di casa. Non basta al Brescia una partenza sprint che consente ai padroni di casa di piazzare, in tre minuti, il micidiale uno-due firmato da Donnarumma, sesto centro stagionale nonché secondo consecutivo per l’attaccante, e Semprini. Il Genoa non ci sta e dimezza lo svantaggio sul finire della prima frazione grazie al penalty impeccabilmente trasformato da Iago Falque. Gli ospiti, complice anche il comprensibile calo delle rondinelle, continuano a premere nella ripresa e agguantano il pari grazie alla freddezza di Pinamonti dal dischetto. Seconda affermazione consecutiva per il Cagliari che davanti al pubblico amico supera 4-2 Il Torino, porta a tredici lunghezze il margine di vantaggio sulla terzultima piazza e si reinserisce, a pieno titolo, nella lotta per il settimo posto. Parte a razzo la compagine isolana che dopo meno di quindici minuti conduce per 2-0 grazie al bolide dalla distanza di Nandez e al tocco sottomisura di Simeone che trova così la via del gol per la terza gara di fila. Il millimetrico sinistro dal limite dell’area che Nainggolan spedisce all’angolino in avvio di ripresa porta a tre le reti dei sardi. Quando tutto sembra finito gli ospiti, complici anche i cambi con cui Longo scuote la squadra, cominciano a premere e riaprono la contesa nell’arco di cinque minuti grazie a Bremer e alla prepotente girata volante di Belotti. Soffre, vai in svantaggio grazie al capolavoro confezionato da un fuoriclasse del calibro di Ribery ma trova la forza di rimontare e vincere la Lazio. Al termine una sfida molto combattuta i biancocelesti battono 2-1 la Fiorentina, tornano prontamente al successo e tengono vive le speranze di agguantare il tricolore grazie al rigore trasformato da Immobile e alla millimetrica conclusione a fil di palo di Luis Alberto. Il tocco la distanza ravvicinata di Rebic e il rigore trasformato imparabilmente da Calhanoglu griffano il 2-0 con cui il Milan regola al Meazza la Roma. I rossoneri ottengono così la prima affermazione contro una formazione che li precede in classifica e compiono un passo importante nella lotta per l’Europa portandosi da soli al settimo posto. Continua il momento positivo del Napoli che al San Paolo batte 3-1 la Spal, ottieni la quinta affermazione consecutiva e accorcia a tre lunghezze il divario dalla Roma. La Champions resta, per ora, molto lontana ma i partenopei non lasciano nulla al caso e continuano a costruire l’identità vincente anche in vista della prossima annata. Non molla di un centimetro l’Atalanta di Gasperini che, dopo un tempo in equilibrio, supera 3-2 l’Udinese alla Dacia Arena, centra l’ottava affermazione di fila e consolidare la quarta piazza in graduatoria. Assoluto protagonista di giornata Luis Muriel. L’attaccante colombiano, entrato al posto di Malinovsky, rompe gli equilibri con una doppietta di pregevole fattura. Il numero nove orobico prima disegna una deliziosa parabola su calcio di punizione dal limite e poi trafigge Musso con un poderoso tracciando dalla distanza. Girandola di reti al Mapei Stadium nel confronto tra Sassuolo e Verona che concludono i novanta minuti sul 3-3. A decidere le sorti del confronto il bolide dalla distanza con cui Rogerio regala il secondo pareggio consecutivo ai neroverdi mentre gli ospiti recriminano per non aver saputo difendere nel finale il doppio vantaggio e perdono terreno nella corsa alla settima piazza. Prezioso blitz esterno per il Bologna che trascinato da Barrow, autore del rigore del vantaggio e dell’assist per il raddoppio, supera 2-1 al Ferraris la Sampdoria, dilata a dodici punti il margine sulla diciottesima classificata e può iniziare a fare un pensierino per la corsa ad un piazzamento continentale. Gioca male, rischia di soccombere ma alla fine  espugna 2-1 il Tardini e porta a casa un successo importante grazie alla capacità di sfruttare al meglio le situazioni da palla inattiva. Nel posticipo domenicale l’Inter passa in svantaggio trafitta dalla velocità di Gervinho, sembra non riuscire a venire a capo della situazione ma nel finale capitalizza la statura dei suoi centrali per ristabilire la parità con De Vrij e firmare un inatteso quanto fondamentale colpaccio con il giovane Bastoni che consente ai suoi di conservare quattro lunghezze di vantaggio sull’Atalanta.