#SeAcabòElPartido… Grandi ma non grandissimi

Un punto in due partite. Tre gol realizzati nelle ultime tre sfide casalinghe, peraltro con un unico marcatore. I numeri sono numeri, non c’è dubbio, ma a fronte di alcune negatività c’è da analizzare anche e soprattutto quanto di buono è stato fatto nella sfida di ieri con la Roma. I giallorossi, per molti la squadra più completa del campionato, non sono riusciti a costruire nulla, limitandosi a coprire gli spazi e interrompere il fraseggio degli azzurri. Generalmente, se una delle squadre si presenta in campo con l’unico intento di non far giocare gli avversari, le partite restano sotto ritmo per moltissimi minuti. Se poi l’altra squadra, quella interessata a creare azioni d’attacco, non riesce a trovare crepe nel muro difensivo si finisce inevitabilmente zero a zero. Elementare, Watson. Il solo fatto che la Roma sia venuta al San Paolo per giocare questo tipo di partita la dice lunga sulla crescita enorme del Napoli di Maurizio Sarri, che incute massimo rispetto anche in avversari attrezzati per disputare un campionato di profilo più elevato rispetto a quello degli azzurri. La Roma ha esaltato la concentrazione dei suoi uomini difensivi e la compattezza di squadra, approfittando di una giornata di lieve appannamento da parte degli attaccanti partenopei. Se pretendere da Higuain la giocata determinante in ogni serata è troppo, sarebbe lecito chiedere qualcosina in più ai due attaccanti esterni azzurri: Insigne, a volte prigioniero della giocata strappaapplausi; Callejon, sempre meno incisivo quando le partite contano di più. Note positive ce ne sono eccome, soprattutto se Koulibaly si traveste da Bruscolotti coi piedi di Renica e se la supremazia territoriale parla chiaramente in favore degli azzurri. Che sono stati grandi, ma per diventare grandissimi bisogna riuscire a trovare il modo di sbloccare le partite anche quando il trio d’attacco non vive le giornate di maggiore ispirazione. Come? Sfruttando in maniera migliore le situazioni da palla inattiva, ad esempio, che finora non hanno pagato i dividendi attesi dagli studiosi di Sarri. In alternativa, si potrebbe provare qualche tiro da fuori area, costringendo così gli avversari a non rimanere rintanati a ridosso dell’area piccola, insinuando loro il dubbio che schiacciandosi stiano rischiando di concedere spazio per conclusioni dalla distanza. A questo punto del campionato, con la Juventus che è tornata prepotentemente a reclamare il quinto scudetto consecutivo, non è possibile azzardare pronostici che vadano oltre la settimana successiva. E’ cambiato tutto nel giro di poche giornate e tutto cambierà ancora. Per recitare un ruolo da protagonista, il Napoli deve ritrovare immediatamente i tre punti, già dalla difficilissima trasferta di Bergamo contro l’amico Reja e contro i nemici atalantini. Poi toccherà al ds Giuntoli, su cui grava il compito di reclutare potenziali rinforzi in grado di migliorare una squadra che sta viaggiando a velocità elevatissime.

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