
Si riparte, finalmente. Per novanta minuti e spiccioli il mercato resterà lontano dai pensieri dei tifosi partenopei. L’onda azzurra è pronta ad invadere, come di consueto, il Mapei Stadium, per far sentire come a casa i campioni d’Italia.
Il Napoli del Conte-bis parte dal Sassuolo con le scorie del ko di Lukaku, l’attesa del nuovo 9 e le incognite sull’assetto tattico che il condottiero salentino intenderà adottare.
Occhio però al Sassuolo, che vorrà festeggiare l’immediato ritorno in serie A con uno sgambetto ai primi della classe.
In 11 precedenti nella massima serie giocati in Emilia, il Napoli ha vinto 5 volte e pareggiato altrettante. L’unica sconfitta risale proprio ad un 23 di agosto e bisognerà evitare di far assumere alla data i controrni dell’incubo. Era il 2015, gli albori del Napoli di Sarri in piena costruzione e che ancora doveva sbocciare in tutto il suo splendore.
Al Mapei Stadium arriva adesso una squadra forte, matura con tante certezze, anche se il mister azzurro predica calma. “Favoriti? Dobbiamo parlare poco, la storia dice che il Napoli non si è mai ripetuto”.
L’eroe di Dortmund 2006 Fabio Grosso, che ha riportato subito il Sassuolo in A cova il colpaccio: “Il Napoli è forte ma noi siamo consapevoli della nostra qualità”.
Qualità che i neroverdi hanno soprattutto davanti, con il capitano e bandiera Mimmo Berardi pronto a calcare nuovamente i campi che gli competono dopo un anno tra l’inferno del grave infortunio e il purgatorio della B. Occhio anche alle sgasate sull’altra fascia di Laurentiè (forse però sul punto di partire) e di Fadera mentre Pinamonti (accostato ai partenopei negli scorsi giorni) potrebbe partire dalla panchina se i neroverdi opteranno con l’assetto senza centravanti di ruolo.
Proprio sugli esterni si giocherà il grosso della partita con Politano e Mctominay (ma anche Anguissa) chiamati a soccorrere all’evenienza il capitano Di Lorenzo e Olivera sulle accelerazioni delle ali del Sassuolo.
Per il resto tante incognite tra i ragazzi di Grosso, con una coppia di centrali inedita ed un centrocampo dove c’è curiosità per l’esordio del promettente classe 2002 Konè.
Da quello che trapela dal bunker di Castelvolturno e dall’esegesi delle parole di Conte il Napoli dovrebbe momentaneamente (?) accantonare il 4-3-3 (Lang, unico esterno di ruolo a sinistra non pare ancora pronto per agire dal primo minuto, soprattutto nella fase di non possesso) per il 4-1-4-1 che consentirebbe di schierare tutti assieme i fantastici 4 del centrocampo. Se Anguissa dovrà aiutare Lobotka a fare legna e far valere la superiorità numerica a centrocampo, McTominay e la star De Bruyne dovranno accompagnare Lorenzo Lucca in questo atteso esordio di chi si è visto catapultato dal ruolo di riserva a quello di titolare, Højlund o chi per esso permettendo.
Per il resto capiremo se le parole di Conte su Milinkovic Savic saranno un vero e proprio endorsment di titolarità, considerando che il gioco con i piedi e la capacità di rilanciare a lunga gittata con Lucca davanti potrebbero avere anche una motivazione tattica nell’idea di preferirlo a Meret. Se Buongiorno non darà garanzie, spazio più per l’affidabilità di Juan Jesus che per l’esordio di Beukema che Conte vede più come controfigura di Rahmani (“Lo abbiamo preso perché ha determinate caratteristiche anche in costruzione ma gli va dato un periodo di ambientamento”).
La curiosità più grande però, al netto delle scorie di una preparazione durissima, è scoprire quale sarà l’atteggiamento degli uomini di Conte: vedremo un Napoli attendista (come accaduto spesso lo scorso anno) che farà sfogare l’entusiasmo della neopromossa nella prima mezz’ora per punirla in ripartenza e finirla magari con la freschezza di Neres e Lang, o un Napoli che forte nell’autostima di uno scudetto cucito sul petto e dell’innesto di qualità e leadership di Kdb, prenderà possesso di palla e campo dal primo minuto?
Conte non le manda a dire – “Armiamoci perché ci sarà da combattere, l’ultima volta che eravamo favoriti siamo arrivati decimi” – ma dalla riposta a questa domanda capiremo un po’ di più del Napoli che verrà.




