Salisburgo-Napoli, l’analisi

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Si sapeva che non sarebbe stata una sfida semplice quella contro il Salisburgo, ma dopo il 3-0 del San Paolo per tutti i tifosi partenopei sembrava essere comunque una formalità, un match da giocare con concentrazione ma senza sprecare troppe energie. E infatti con il gol di Milik arrivato dopo quattordici minuti, sembrava rientrare tutto nei piani, con il polacco che aveva ripreso così da dove aveva lasciato sette giorni fa, siglando il gol del predominio partenopeo. Gli azzurri nel primo tempo, nonostante una difesa non collaudata, con Luperto e Chiriches al posto degli squalificati Koulibaly e Maksimovic, ha tenuto bene. I centrocampisti azzurri hanno gestito bene la palla, riuscendo a dialogare con gli attaccanti e andando vicino anche al raddoppio con Fabiàn che però ha colpito un palo. Ma per un errore di Allan  in fase di impostazione i padroni di casa sono riusciti a pareggiare  il match con Dabbur, dando inizio alla rimonta. Nel secondo tempo infatti è sceso ni campo un altro Salisburgo, molto più aggressivo e concentrato, con il Napoli che, invece, con il passare dei minuti ha perso brillantezza, sbagliando tanto in tutte le zio e del campo. Il gol del vantaggio della squadra di Rose siglato da  Gulbrandesn, da poco entrato al posto di Mwepu è stato una doccia gelata per gli azzurri e, allo stesso tempo, ha trasmesso tanta carica alla squadra di casa che ha iniziato ad attaccare senza sosta, sperando di approfittare anche dell’ennesimo infortunio che ha colpito Chiriches, con Malcuit che lo ha sostituito e si è andato a posizionare sulla fascia destra al posto di Hysaj che si è spostato più al centro per costituire la coppia con Luperto. Il Napoli ha fatto davvero fatica ad alzare il baricentro e nemmeno l’entrata di Diawara al posto di Zielinski è servita per invertire la rotta della partita. Il Salisburgo, sulle ali dell’entusiasmo ha occupato l’area di rigore partenopea e sugli sviluppi di un corner è riuscito anche a siglare la terza rete con Leitgeb al novantaduesimo. Alla fine gli azzurri, nonostante la pesante sconfitta e il grande rischio di non passare il turno nonostante il 3-0 dell’andata, ha portato a termine la sua missione in casa austriaca, anche se c’è molto da rivedere.