Rugby, un premio alla memoria dell’ex campione Fusco

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Elio Fusco, anima della Partenope degli scudetti 1965 e ‘66, riceverà alla sua memoria la Civica Benemerenza da parte del Comune di Napoli. La cerimonia si terrà oggi al Maschio Angioino, presente il sindaco de Magistris. Nell’occasione sarà presentato il libro “Chiamatemi Elio, storia di un Maestro di vita e di rugby”, scritto da Gigetto Fusco, figlio dell’ex campione, si legge sfogliando l’edizione odierna de La Repubblica Napoli, a firma di Marco Caiazzo. Protagonista assoluto del rugby napoletano e italiano con le sue gesta tecniche ed atletiche definite rivoluzionarie per quell’epoca, di Elio Fusco si è detto e tramandato tanto in tutta Italia. Ora è nero su bianco in un’opera di 450 pagin. «Per mio padre il rugby era una fede ed ha insegnato a noi di viverlo come una religione: con umiltà, lavoro e costanza», racconta Gigetto. Internazionale con la maglia azzurra per undici gare, Fusco fu capitano della Partenope nel 1961, e poco dopo ne divenne giocatore-allenatore. Due gli scudetti vinti sul campo da Elio, scomparso nell’ottobre 2009. «Mio padre è stato non solo un talento naturale come atleta, ma soprattutto un innovatore del gioco del rugby: in Italia e forse ancora di più in Francia al suo nome vengono accostati aggettivi come intelligente, ostinato, furbo, geniale. Noi figli abbiamo creato la Grande Napoli Rugby Scuola di Rugby Elio Fusco per continuare la storia e la tradizione ovale di famiglia. Elio sarebbe orgoglioso di sapere che la sua maglia numero 9 oggi è indossata da suo nipote Emilio che gioca in Top 12 e che c’è un altro Elio di 8 anni che segue le sue orme»