Rizzetta svela il piano per Napoli: arena da 15000 posti, polo multisportivo e il sogno SSC Napoli

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In questo scenario tornerebbe protagonista anche la storia del calcio napoletano: il gruppo ha infatti acquisito i diritti di proprietà intellettuale del Naples Football and Cricket Club, una delle società storiche che precedettero la nascita dell’attuale SSC Napoli nel 1926.

“Napoli può diventare una capitale dello sport”

Nella sua analisi, Rizzetta sostiene che Napoli stia vivendo un momento favorevole grazie alla crescita economica, alla giovane età media della popolazione e all’apertura mostrata dalle istituzioni verso investitori internazionali.

Per il numero uno del Napoli Basket la città possiede già un patrimonio unico fatto di cultura, gastronomia e moda, ma può ancora conquistare un ruolo di primo piano tra le grandi metropoli europee anche attraverso lo sport.

E conclude indicando le priorità di un eventuale progetto calcistico: maggiore attenzione al settore giovanile, investimenti nelle infrastrutture, innovazione e un rapporto ancora più stretto con il territorio, con l’ambizione di restituire a Napoli, un giorno, anche il fascino di un derby cittadino oggi assente.Un’arena da 15 mila posti, investimenti immobiliari, una piattaforma multisportiva e il sogno di riunire sotto un unico marchio le principali realtà sportive della città. È questa la visione illustrata da Matt Rizzetta, proprietario del Napoli Basket e fondatore di Underdog Global Partners (UGP), nel corso di una lunga intervista concessa a Sportico.
L’imprenditore italo-americano racconta l’evoluzione del gruppo, oggi valutato oltre 300 milioni di euro, spiegando come la società sia passata da una realtà nata dalla passione per lo sport italiano a una holding internazionale articolata in tre aree: proprietà sportive, sviluppo immobiliare e consulenza per investitori interessati al settore.

L’arena e gli investimenti sulla città

Tra i progetti più ambiziosi c’è la costruzione di un nuovo impianto da 15.000 posti a Napoli, inserito in un più ampio piano di riqualificazione immobiliare.

Per Rizzetta il capoluogo campano rappresenta una delle città europee con il maggiore potenziale di crescita: una metropoli da circa quattro milioni di abitanti che, a suo giudizio, offre ancora margini importanti per nuovi investimenti grazie a una rete di relazioni costruita negli anni con le istituzioni e gli operatori del territorio.

Secondo il proprietario del Napoli Basket, la strategia di UGP è quella di concentrare le proprie risorse su una sola città, convinti che Napoli possa diventare uno dei principali motori economici italiani nei prossimi decenni.

Rizzetta conferma l’interesse per l’SSC Napoli, sottolineando gli ottimi rapporti costruiti con la famiglia De Laurentiis e immaginando un modello simile a quello delle grandi polisportive europee, come Real Madrid, Barcellona e Bayern Monaco, dove un unico marchio racchiude discipline diverse aumentando il valore complessivo del club.

Trattative aperte con De Laurentiis

L’imprenditore non nasconde che i contatti siano ancora in corso e che restino diversi aspetti da definire.

La volontà di arrivare a un accordo, spiega, esiste da entrambe le parti, ma una decisione definitiva potrebbe arrivare entro l’inizio del prossimo anno.

Per Rizzetta il fatto che Napoli abbia una sola grande squadra di calcio rappresenta un vantaggio: la città potrebbe sostenere un progetto condiviso senza divisioni tra tifoserie rivali.

In questo scenario tornerebbe protagonista anche la storia del calcio napoletano: il gruppo ha infatti acquisito i diritti di proprietà intellettuale del Naples Football and Cricket Club, una delle società storiche che precedettero la nascita dell’attuale SSC Napoli nel 1926.

“Napoli può diventare una capitale dello sport”

Nella sua analisi, Rizzetta sostiene che Napoli stia vivendo un momento favorevole grazie alla crescita economica, alla giovane età media della popolazione e all’apertura mostrata dalle istituzioni verso investitori internazionali.

Per il numero uno del Napoli Basket la città possiede già un patrimonio unico fatto di cultura, gastronomia e moda, ma può ancora conquistare un ruolo di primo piano tra le grandi metropoli europee anche attraverso lo sport.

E conclude indicando le priorità di un eventuale progetto calcistico: maggiore attenzione al settore giovanile, investimenti nelle infrastrutture, innovazione e un rapporto ancora più stretto con il territorio, con l’ambizione di restituire a Napoli, un giorno, anche il fascino di un derby cittadino oggi assente.

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