Quarantena Azzurra, il modo per spiegare chi sono gli ultras

“Non come chi vince sempre, ma come chi non si arrende mai”: così apre il comunicato legato alla raccolta fondi promossa dai Fedayn Napoli, gli ultras della Curva B, guidati da Alessandro Cosentino. I tifosi, quelli tante volte dipinti come sporchi e cattivi, quelli descritti come coloro che vogliono creare caos, quelli additati come gli uomini che vogliono allontanare le famiglie hanno aperto una campagna su gofundme.com (“Quarantena Azzurra” il nome della campagna) per raccogliere fondi a favore dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, quella che riunisce gli istituti che stanno combattendo il Covid-19 in Campania, accordandosi con i nosocomi partenopei, aprendo una campagna a favore di quelli che stanno combattendo una guerra contro il nemico invisibile, ma che ha già fatto decine di migliaia di morti in tutto il mondo. – si legge su calciomercato.com, a firma di Marco Giordano – Un gesto che deve far riflettere: anche perché, tra pellicole cinematografiche, tra dirigenti che parlano per curare il proprio orticello, tra luoghi comuni consolidati ed anche delle colpe riconosciute dallo stesso mondo ultrà, diventa difficile considerare coloro i quali guidano le curve come persone importanti per il mondo del calcio.

VOCE DI CHI NON HA VOCE. Uno stadio silente, o peggio imborghesito che diventa teatro per 22 uomini vestiti in modo simile toglie l’essenza a quello che tanto ci manca in questi giorni, vivere con passione una partita di calcio. Le curve, la loro organizzazione, il loro modo di generare pathos sono tali da coinvolgere gli stessi calciatori, gli allenatori e tutti coloro che fanno parte del circus del football. Quando il tifo organizzato decise di non sostenere il Napoli per un regolamento non condiviso, fu lo stesso Gattuso a far capire l’importanza del sostegno. Sia chiaro, nessuno cerca alibi a quanto accaduto in passato e a quanto la magistratura, in particolare in alcune realtà italiane, ha scoperchiato del mondo ultrà. Ma, il gesto dei Fedayn, il gesto dei ragazzi della Curva B merita di essere sottolineato, merita di esser anche ricordato quando tutto questo sarà finito, quando la pandemia, finalmente, tornerà a darci pace e con essa anche il calcio. L’obiettivo di raccogliere fondi attraverso gofundme per una forma di totale trasparenza, l’accordo ufficiale (con tanto di missiva dimostrativa nella pagina della raccolta) con l’Azienda dei Colli dimostra come un ente così eminente abbia avuto fiducia nel legarsi con gruppi spesso indicati come persone tutt’altro che affidabili dovrebbero essere elementi che, pro futuro, dovrebbero far riflettere. Nel frattempo, come è giusto ringraziare tutti coloro i quali stanno combattendo, ma anche donando, è giusto dire grazie anche ai ragazzi della Curva B del Napoli.