Primavera, l’analisi di Empoli-Napoli

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La quarta giornata del campionato Primavera 1 si è chiusa poco fa con il posticipo che ha visto andare in scena il derby azzurro tra Empoli e Napoli.

La partita si disputa nel ventoso “Centro sportivo Monteboro”. Gli azzurri vogliono rientrare sui giusti binari, visto che le precedenti fermate stanno rallentando drasticamente il cammino del team partenopeo. I punti in classifica erano solamente 3 prima del match, scaturiti dall’esordio vincente contro il Torino. Gli uomini di Baronio schierano un 343 fronteggiando il 4321 dei toscani.

La partita vive una fase iniziale di studio fino alla metà della prima frazione nella quale si registrano le prime occasioni. È il Napoli ad andare per primo vicino al vantaggio con Vrakas, servito con un cross di Zedadka che percorre tutta l’area, ma la sua conclusione viene murata con la coscia dal portiere di casa. Da quel momento il Napoli inizia a subire le sgroppate dell’ex attaccante dell’Inter Merola e di Cannavò. Merola prende prima le misure impegnando seriamente Idasiak che compie un ottimo intervento ma poco più tardi aggiusta la mira. Proprio su una sortita offensiva di Davide Merola, sulla quale la difesa azzurra (e Manzi) si fa sorprendere, l’Empoli sblocca il punteggio.

Il Napoli subisce le accelerazioni degli attaccanti e non riesce ad arrivare con qualità e con la cattiveria giusta nei pressi della porta avversaria. La partita è imprevedibile, gli azzurrini non producono una vera e propria reazione allo svantaggio anzi sono i padroni di casa a legittimare il punteggio. La prima frazione si conclude con il punteggio di 1-0 per l’Empoli, il Napoli mette in mostra una prestazione nettamente al di sotto delle aspettative risultando insufficiente.

Nell’intervallo ci pensa Baronio a risvegliare i suoi. Gli errori da correggere sono così numerosi che la squadra rientra con un visibile ritardo in campo. La strigliata negli spogliatoi è utile. Il mister da un messaggio alla squadra inserendo l’ex Entella Vianni al posto di Cioffi, è la mossa che dà una svolta al match.

Il cambio di passo però non è immediato, anzi il Napoli sta per farsi male da solo con un retropassaggio alquanto rischioso di Manzi che mette in difficoltà Idasiak. La manovra del Napoli è inizialmente frenetica e imprecisa. Man mano la squadra acquista fiducia e si fa vedere più volte nella trequarti offensiva. Su una di queste discese il neo entrato Vianni si inserisce tra le maglie della difesa empolese, riesce ad agganciare la sfera ma gli frana addosso il portiere Pratelli. Dal dischetto, dopo un piccolo summit, va Vrakas che con estrema freddezza spiazza il portiere avversario.

Nel secondo tempo il match risulta equilibrato. Il Napoli difende bene grazie soprattutto agli interventi del granitico Senese. Dopo qualche assalto all’area difesa da Idasiak, è il Napoli a rendersi più pericoloso nel finale di partita.

A creare i maggiori grattacapi sono Sgarbi che, dopo un’ottima protezione palla, serve Potenza ma si lascia ipnotizzare e poi alcune conclusioni dalla distanza del bombardiere Mamas.

Il risultato non si smuove dal’1-1 e il Napoli deve accontentarsi del punto che non cambia la classifica degli azzurri. In 4 partite sono solo 2 i risultati utili ed è evidente che serva un drastico cambio di passo per non restare impantanati nei quartieri bassi della classifica che male si conciliano con le aspettative della vigilia.