Primavera. La cronaca di Napoli-Juventus

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Il 2019 è stato un anno nefasto per la Primavera: l’ultimo posto in classifica con appena 9 punti è il riassunto spietato della prima metà di campionato. La prima sfida del nuovo anno è contro la Juventus che veleggia nella zona playoff.

Il nuovo anno porta con sé una grande novità nell’assetto proposto da mister Baronio. Per la prima volta schiera una difesa a 4 con Tsoungui, capitan Manzo, Senese e Zanoli a difesa della roccaforte protetta da Idasiak. Davanti la difesa c’è Virgilio, supportato a sinistra da Zedadka e a destra da Labriola. Davanti ci sono Palmieri e Sgarbi supportati da Vrakas sulla trequarti. In partenza è un 4312 anche se gli avanti azzurri sono molto mobili: in particolare Sgarbi si allaga spesso sulle fasce, mentre Palmieri fa da collante con il centrocampo arretrando spesso e dando sportellate a tutto e a tutti.

La Juventus si schiera in maniera speculare, presentando anch’essa un 4312 composto da: Wibmer; Bandeira, Vlasenko, Dragusin, Anzolin; Ranocchia, Leone, Ahamada; Moreno; Tongya, da Graca.

La partita sembra essere quella giusta per spezzare la maledizione dei tre punti in casa (che dura dalla prima di campionato contro l’altra squadra di Torino, i granata). Al secondo minuto Vrakas, da calcio di punizione, mette alla prova i riflessi del portiere bianconero. La traiettoria è quella giusta ma Wibmer ci mette il guantone e, con l’aiuto della traversa, si salva in calcio d’angolo.

La partenza sprint degli azzurri non è altro che un’illusione. Infatti al 14’ passano gli ospiti. Senese perde un pallone in una zona sanguinosa, Moreno dà uno sguardo in mezzo e serve l’accorrente Ranocchia che di piatto beffa Idasiak. La difesa del Napoli si conferma essere tutt’altro che impermeabile. La coppia centrale si lascia sorprendere anche centralmente da qualche imbucata, ma gli attaccanti juventini non appaiono particolarmente freddi sotto porta.

Gli ospiti legittimano il vantaggio al 34’ con un’azione insistita di Leone. Il centrocampista bianconero aggancia una palla vagante, vince con caparbietà due contrasti e carica il destro un tiro che incoccia sulla traversa. Le ultime azioni significative della prima frazione sono di marca bianconera. Ci pensa prima Anzolin, con una punizione di seconda dal limite, e poi Moreno, su un interessante schema da calcio da fermo che elude le marcature dei partenopei, ad impensierire Idasiak che comunque riesce a cavarsela.

Nel secondo tempo il Napoli tenta di rialzare la testa. A guidare la riscossa è Sgarbi che aggredisce gli avversari e riesce a recuperare diversi palloni in zone favorevoli. Proprio su un suo recupero, si innesca un’azione offensiva. Il numero 11 azzurro serve la sovrapposizione del subentrato Zanon che crossa trovando Palmiero al centro dell’area, ma il suo tiro incontra le gambe di un difensore. Nel finale ci prova Cioffi su calcio da fermo da posizione invitante, ma la sua bella conclusione termina di poco a lato. Tra le due occasioni targate Napoli, ci sono due conclusioni nello specchio della porta: prima Ranocchia ci prova con una punizione diretta che sibila il palo, e poi Tongya con un tiro da pochi metri sul primo palo che trova un reattivo Idasiak.

Il 2020 non nasce nel segno giusto. L’avversario non era sicuramente dei migliori, ma il Napoli dimostra una grande difficoltà a creare palle gol. L’obiettivo è quello di cercare di agganciare le posizioni che scongiurano la retrocessione diretta. La prossima settimana sarà fondamentale fare punti contro una diretta concorrente come il Pescara per alimentare le chances di permanenza in Primavera 1. Per adesso il ritardo accumulato sull’ultima posizione utile è di 4 punti, la squadra ci crede e ce la metterà tutta per compiere questa impresa.