Primavera: la cronaca di Napoli-Brescia

E’ stata solo a tratti gara vera: indecisa all’ inizio, fin troppo scontata alla fine, quando il peggio era alle spalle e non s’ avvertiva presenza di pericoli all’ orizzonte. Il Napoli ha battuto 2-0 il Brescia (quota 28 punti in classifica) ed è tornato a sorridere dopo due i ko contro Lazio e Sampdoria. Ha trionfato come fanno le grandi, massimo risultato col minimo sforzo, dosando le energie, individuando i momenti giusti – nell’ arco dei novanta minuti – per colpire avversari fin troppo remissivi e arrendevoli, quasi disinteressati a rientrare in partita nonostante il cronometro (ancora) lo permettesse e le gambe pure. Ha sbloccato il risultato Liguori (20′) con una zampata da attaccante navigato, tagliando l’ area da destra, la fascia di sua competenza, la zolla d’ erba preferita dove rincorre gli avversari e poi li costringe agli straordinari per fermarlo. Ha raddoppiato capitan Granata al 9′ della ripresa trasformando con freddezza il rigore che s’ era procurato pochi secondi prima il terzino Schiavi. Due a zero, palla al centro e in archivio, precedentemente mancate, diverse chance per ampliare il gap (su tutte una rovesciata di Gaetano che ha sfiorato il palo). Da quel momento in poi, ad oltre mezzora dalla fine, è stata solo passerella, nient’ altro. Il Napoli s’ è divertito e ha dominato, il Brescia (sesta sconfitta consecutiva) ha smesso di crederci ed ha atteso il novantesimo senza mai più avvicinarsi dalle parti di Schaeper. Ad un certo punto qualcosa è cambiato: il tridente offensivo è diventato inedito quando, a metà secondo tempo, Leandrinho (’98) e Zerbin (’99 all’ esordio assoluto in maglia azzurra) son diventati, rispettivamente, falso “nove” ed esterno sinistro, ed hanno provato a spiegare cos’ è che sanno far meglio e chi potrebbero diventare in futuro. In poco più di mezzora il brasiliano – buona fisicità e fine tecnica di base ha calciato quattro volte in porta mentre l’ ex Gozzano dalla folta chioma bionda s’ è procurato un rigore (fallito da Liguori) dribblando in pochi centimetri di campo il portiere Festa. Poi, improvvisamente, uno è diventato esterno e l’ altro centravanti. Nel ventre del loro primo pomeriggio insieme anche qualche dribbling ed eleganti colpi di tacco: prove tecniche in vista del Viareggio.

fonte: Fabio Tarantino per il Corriere dello Sport del 12 febbraio 2017

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