
Serviva un Napoli serio per centrare l’obiettivo e un Napoli serio e concentrato abbiamo avuto.
Gli azzurri tornano da Pisa con tre punti e tre gol che significano qualificazione alla prossima Champions League con una giornata d’anticipo e con una seria ipoteca sul secondo posto finale.
Dopo il bis scudetto dello scorso anno, essere riusciti a rimanere sul podio nonostante le grandi difficoltà di questa stagione e i tanti infortuni é un merito per i ragazzi e per Antonio Conte, che si conferma una garanzia assoluta nel campionato italiano.
La partita, come ampiamente prevedibile, non ha avuto storia, troppo debole il derelitto e retrocesso Pisa, troppo grande la differenza di posta in palio e motivazioni.
I due gol di McTominay e Rrhamani in una manciata di minuti hanno messo in sicurezza il risultato e consentito agli azzurri di portare il traghetto in porto senza troppi affanni, seppur il ritrovato titolare Meret abbia dovuto compiere un paio di interventi rilevanti per evitare patemi ai tifosi.
Conte giustamente nel momento decisivo non ha guardato in faccia a nessuno: dentro Meret per l’incerto Milinkovic degli ultimi tempi, fuori De Bruyne non al 100%, Anguissa oramai fuori dai radar e seduto in panchina per tutti i 90, fuori Elmas subito dopo l’ammonizione, fuori Buongiorno dopo l’ennesima scivolata di questa sua tribolata stagione.
C’è stata gloria anche per Pasquale Mazzocchi nel giorno del suo onomastico con l’assist per il gol di Hojlund finalmente a bersaglio: la qualificazione alla Champions fa scattare l’obbligo di riscatto del danese che sarà uno dei punti fermi del Napoli che verrà.
Già, perché una volta archiviato l’obiettivo (e con il secondo posto quasi al sicuro) ovviamente é partita l’esegesi delle parole criptiche sul futuro del tecnico salentino: quel che é certo é che i giochi sono già fatti e le decisioni sono già prese, restano gli ultimi 90 minuti e poi tutto sarà ufficiale.
Parlerà De Laurentiis, dopo mesi di silenzio e si capirà se le strade di Antonio Conte e del Napoli proseguiranno insieme o meno. La sensazione é che un ciclo si sia concluso e che le esigenze e le richieste di Conte e Adl non siano conciliabili.
Chissà, magari é tutto un bluff e l’uomo di cinema é pronto ad un finale a sorpresa. Quel che conta é che il Napoli resti competitivo come lo é quasi sempre stato durante la sua gestione. Non sappiamo se Antonio Conte sia scaramantico ma la china che hanno preso le carriere dei vari Mazzarri, Benitez, Sarri e da ultimo Spalletti dopo la rottura con De Laurentiis potrebbero suggerire cautela. Vedi Napoli e poi…




