Per Napoli-Arsenal col sostegno del patron-Albiol

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Buona settimana partenopei, con un Raul Albiol in più nello spogliatoio. Sta bene, ha messo da parte l’infortunio, chiaramente gli manca il ritmo partita. E’ il nostrano report per l’ex Valencia e Real Madrid, dopo la prima mattinata di lavoro, rientrato nella sua residenza partenopea, con la famiglia, mentre il gruppo di lavoro si spostava da Londra a Verona. Amunt, il valenciano di Forza, dell’iberico Vamos, avrà detto ai frequentatori di “Castello”, riprendendo possesso del suo armadietto. Telegrafico, il temprato e carismatico, orgoglio del popolo di pescatori di Villamarchante, meno di diecimila abitanti a poche manciate da Valencia. E proprio in direzione Valencia che è stato segnalato il sogno del Napoli e dei suoi tifosi. Perché la strada verso la finale di Europa League a Baku è tortuosa da raggiungere. Serve prima la difficile impresa con l’Arsenal al San Paolo nel Giovedì Santo, nella notte di passione per il popolo tifoso. Il #33 Albiol, il capitano senza fascia del Napoli, ha ripreso a lavorare nel centro tecnico del Napoli. C’è un saggio Raul, nuovamente nella quotidianità dei partenopei. La settimana-azzurra è iniziata col il difensore valenciano che, difatti, è tornato ad allenarsi con la squadra azzurra. La prima parte in gruppo, poi ha continuato il lavoro personalizzato. Dopo l’operazione al tendine rotuleo, che l’ha tenuto lontano da Napoli per oltre due mesi -dal 26 gennaio- (dopo il match Milan-Napoli), rientra a Castel Volturno “El Patròn”! Raul Albiol trentaquattrenne difensore del Napoli, “El Chori” (“Salsiccia lunga”) ai tempi del Valencia per la sua stazza, “El Patròn” oggi, appellativo affibbiatogli da il capitano della attualità Lorenzo Insigne, per la sua dote di uomo simbolo, un vero e proprio esempio per tutto lo spogliatoio: 190 cm invalicabili, con il suo fisico imponente è una vera e propria muraglia, destro naturale, abilissimo nel gioco aereo e nella marcatura a zona; difensore centrale e, all’occorrenza, terzino destro e centrocampista difensivo. In rosa dal 21/07/2013, con scadenza contrattuale prevista per il 30/06/2021, e una clausola solo per il Valencia, lì dove forse chiuderà la carriera, e diventerà dirigente nel settore giovanile. Perché il sogno nel cuore di Raul, quando appenderà le scarpette al chiodo, sarà quello di allevare i canterani della sua squadra del cuore, già come accade per il fratello, ex centrocampista. Al futuro calcistico ora non ci pensa, ha ancora tanti sogni nel cuore da leader-napoletano. In primis il Napoli vuole e deve tendere all’impresa della remuntada all’Arsenal, dopo il 2-0 subito a Londra, giovedì. Col sostegno di Raul quotidiano, che difficilmente, tuttavia, sarà nella lista dei convocati per il return match con i londinesi nel catino di Fuorigrotta. Fare l’impresa per regalarsi la semifinale con una spagnola, o con il Villarreal, o più probabilmente contro il Valencia, proprio l’amato pipistrello spagnolo del canterano Raul, unico fuoriuscito dal vivaio capace di vincere in patria, ai tempi di Rafa Benitez in panchina.  Rientrato dalla Spagna, il numero 33 torna a disposizione del mister Carlo Ancelotti, così appena in tempo per l’ardua, ma non impossibile missione su cui i partenopei dovranno impiegare tutte le forze a loro disposizione e non. Raul il primo tifoso della squadra, da buon leader-silenzioso. Un Raul in più, anche se non in campo, dopo la ritrovata vittoria in casa del fanalino di coda Chievo (1-3)-Napoli, giovedì alle ore 21, è richiesta la massima prestazione, il Napoli dovrà affrontare i Gunners nel match di ritorno di Europa League: urge la vittoria assoluta, ma questa volta su campo casalingo. E senza subire gol: serve prima di tutto la testa giusta. Così in ausilio degli azzurri c’è il difensore spagnolo, pronto a offrire la carica giusta ai compagni più giovani. Un uomo in più per Sir Carlo e il suo giovane staff. Perché Albiol è un valore aggiunto anche negli allenamenti quotidiani, e Ancelotti ha sentito la sua mancanza. Raul Albiol infatti, prima con Benitez e poi con Sarri e nei primi mesi ancelottiani, non è stato solo il regista difensivo del Napoli. bensì ha sempre rappresentato il detentore di un ruolo, anzi del ruolo decisivo nel Napoli. Un “allenatore in campo”, come si diceva una volta. Con Sarri inizialmente fa un amore a prima vista (la sua assenza registrata come molto pesante anche durante la gestione Sarri nell’ultima stagione -infatti, le 11 partite senza “El Patròn”, costarono ben 12 reti subite dal Napoli-) e con Ancelotti poi, che, sin da subito, non ha mai esitato a puntare su di lui, comprendendone la reale importanza sia dentro che fuori dal terreno di gioco.  Vero ed indiscusso regista e leader di tutta la squadra, non ha mai negato il suo supporto fisico e psicologico, sempre attento e diligente alle indicazioni ricevute, si è guadagnato la piena fiducia dei suoi compagni e di Ancelotti, tanto che fino all’infortunio ha calcato i “tappeti verdi” vantando presenze per ben 16 partite, 1.440’ e una rete. La sua assenza è pesata molto, soprattutto per questo girone di ritorno del campionato; forse, insieme alla partenza dell’ex capitano Marek Hamsik, ha inciso negativamente sulla squadra e sul suo equilibrio. El Patròn, figura chiave nelle formazioni del plurititolato mister di Reggiolo che, con il suo 4-4-2, impartisce uno sistema di gioco che parte dalla difesa (regia), per poi sviluppare l’azione a centrocampo e finalizzarla in attacco. Il trainer dei partenopei nella stagione in corso si è ritrovato a dover fronteggiare una problematica difensiva rilevante; nonostante i vari schemi e le varie alternative proposte durante i match sui terreni di gioco, sopperire l’assenza del regista quasi è stato un tentativo vano: raccogliere l’eredità di Albiol non è facile! Irrinunciabile ago della bilancia, tornato ad allenarsi insieme alla squadra dopo la gara al Bentegodi cercando di far crescere l’autostima e l’autoefficacia dei bianco azzurri. Giovedì non sarà in campo, ma sicuramente la sua presenza giocherà un ruolo fondamentale nell’impresa. Trascinatore silente, Raul Albiol, un vero e proprio capitano senza fascia! Amunt, Raul.