
Da Sofia Goggia a Marta Bassino, da Elana Meyers-Taylor a Lindsey Vonn, il settimanale del Gruppo Editoriale San Paolo è andato alla scoperta di atleti che testimoniano, nella vita quotidiana, una sincera attenzione ai principi cristiani.
Se l’obiettivo in una gara così importante è la medaglia, c’è anche chi sa attribuirle il giusto posto nella scala dei valori. È il punto di partenza dello zoom a firma di Gerolamo Fazzini, che il settimanale Credere ha dedicato alle Olimpiadi nel numero appena uscito in edicola.
La prima storia riguarda la donna più medagliata nella storia del bob olimpico: stiamo parlando di Elana Meyers Taylor, 41 anni, che fra pochi giorni potrebbe aggiudicarsi un’ulteriore gemma alla sua già straordinaria carriera. La fede cristiana l’ha sostenuta nelle prove più difficili tanto da aver dichiarato tempo fa: «So che Dio sta lavorando attraverso di me in questo sport. Mi ha messa qui per uno scopo, che non è solo vincere medaglie». Da ricordare la positività al Covid durante le Olimpiadi di Pechino 2022, che la costrinse all’isolamento, lontano dal figlio neonato Nico, nato con la sindrome di Down.
“Il talento è un dono da onorare” per Lindsey Vonn, campionessa statunitense, una delle attese protagoniste dei Giochi di Milano-Cortina. Come dichiarato in più di un’intervista la fede l’ha sostenuta in diverse occasioni, dagli infortuni alla depressione; sul suo casco da gara sono presenti le iniziali di sette persone care che Vonn ha perso e a cui ama riferirsi come al suo “esercito di angeli”, dichiarando che la loro presenza spirituale le dà forza in pista
Non poteva mancare Sofia Goggia che solo pochi mesi fa a Credere aveva dichiarato: «Prima di scendere in pista, durante le gare, faccio sempre il segno della croce. Ci sono alcuni momenti in cui sento di essere particolarmente grata: per esempio, quando sono su una seggiovia e mi guardo attorno. In quel momento riconosco la bellezza che mi circonda e mi sento più vicina a Dio».
Si può definire “fede montanara” quella di Lisa Vittozzi, campionessa di biathlon e con una forte fede cattolica, come conferma don Gianluca Molinaro, parroco di Udine: «Si sa, gli atleti sono molto impegnati, sia per gli allenamenti che per le gare. Nonostante questo, Lisa, quando può, frequenta la nostra parrocchia di Sappada. Qui da noi la fede è qualcosa di ancora molto forte e sentito; la famiglia Vittozzi non fa eccezione».
Volontaria a Lourdes come Dama dell’Oftal (Opera Federativa Trasporto Ammalati a Lourdes) è la giovane sciatrice Marta Bassino, 29 anni, di Borgo San Dalmazzo. Non scenderà in pista a causa di un infortunio ma ha avuto parziale consolazione portando la torcia olimpica come tedofora per le strade della sua città. Di famiglia cattolica, «il nonno era una colonna della sezione di Cuneo», spiega mons. Gian Paolo Angelino, presidente generale Oftal. Dalla sezione raccontano come «da giovane Marta è venuta a Lourdes indossando la divisa delle dame dell’Oftal, dando la sua disponibilità ad assistere le persone malate o con disabilità durante il pellegrinaggio, aiutandole nei pasti, negli spostamenti e nei momenti di preghiera».
Infine, Federico Pellegrino, fondista, uno dei quattro portabandiera della rappresentativa italiana a Milano-Cortina che, in una recente intervista all’Osservatore Romano, ha dichiarato: «Quando abbiamo capito che “casa” non è tanto il luogo fisico, ma è la condivisione di ogni attimo di vita comune, abbiamo deciso che la nostra “casa” saremmo sempre stati noi. Con i nostri figli Alexis, 3 anni, e Fabien, 8 mesi. Anche a mille chilometri di distanza dall’Italia».
Una menzione speciale spetta a Richardson “Rici” Viano, sciatore olimpico che a Milano-Cortina gareggerà con i colori di Haiti, incarnando lo spirito più autentico dello sport.
Adottato da bambino a Port-au-Prince, ha trasformato una storia di fragilità in un percorso di riscatto e testimonianza. Il suo obiettivo non è il podio, ma portare a termine le gare e mostrare un volto diverso del suo Paese d’origine. Accanto a lui, una famiglia che ha fatto dell’accoglienza e della gratitudine uno stile di vita. Una vicenda in cui sport, fede e solidarietà si intrecciano, ricordando che partecipare può già cambiare il mondo.


