Nota dell’Avv. Destratis sui campionati pugliesi

NOTA DELL’AVVOCATO GIULIO DESTRATIS
«Tre palloni in omaggio, ripescaggi e una pacca sulla spalla: così ripartono i campionati pugliesi»
Anche quest’anno, nonostante le solite promesse del Presidente Tisci, il Cr Puglia non ha ottenuto né la seconda promozione in D, né la seconda partecipante ai play off nazionali per le società di
eccellenza. L’impegno a volte non basta. Occorre ottenere i risultati. E non solo per sé stessi ma per tutto il movimento calcistico regionale. Si aggiunga, se si può dire, che il regolamento della stagione 22/23 parrebbe essere ancora più farraginoso: le vincitrici dei 2 gironi di eccellenza, pur arrivando prime, non avranno alcuna garanzia di giocarsi la finalissima per l’unico posto in D e dovranno fare ulteriori sforzi per affrontare i play off nel proprio girone. Un meccanismo subdolo che mette a rischio la prima del girone, che se dovesse incappare in una sfortunata sconfitta con la seconda, la terza o la quarta direbbe addio ai sogni di gloria.
Inoltre da qualche anno si ha la sensazione che le società pugliesi possano decidere in autonomia a quale campionato partecipare. Tutto ciò con la benedizione del Presidente della Lnd Puglia Tisci (e del suo consiglio direttivo), il quale anche quest’anno ha provveduto ad accontentare ben 37 società con “ripescaggi” ed “ammissioni straordinarie”. Un salto in avanti di categoria senza aver vinto il proprio campionato di appartenenza. Una pratica che se da una parte favorisce le società miracolate, dall’altra mortifica tutte le altre, che ogni anno investono risorse per vincere un campionato o per non
retrocedere nella serie inferiore.
Sia ben chiaro che di per sé, i ripescaggi non rappresentano un male, possono essere una cura se c’è un problema. Quando però si diventa dipendenti da una medicina l’aspetto fisiologico diviene patologico, e si dovrebbe intervenire per risolvere il problema a monte. È un fatto che questo benefit viene attribuito in Puglia a circa 40 società all’anno. Cosicché alla scadenza del quadriennio olimpico moltissime delle società affiliate esprimeranno il proprio voto con tanti saluti al merito sportivo ed alla par conditio tra i candidati alla competizione elettorale per il rinnovo delle cariche federali regionali. Se ci sono ripescate c’è un ripescatore.
Tisci più volte si è soffermato sulle difficoltà della ripresa dei campionati nel post covid ma non mi risulta che il Comitato Regionale pugliese abbia attinto al proprio bilancio per dare alle società affiliate un sostegno economico. Le tasse di iscrizione sono rimaste invariate nonostante l’evidente momento di crisi sistemica che sta travolgendo il calcio di base e quello dilettantistico. L’incontro convocato dal Presidente Tisci lo scorso mercoledì 7 settembre alle ore 17.30 presso l’hotel Parco dei Principi di Bari, finalizzato “a stabilire uno scambio di opinioni ed esperienze fra i protagonisti dei principali tornei regionali di Calcio a 11, il Comitato Regionale Puglia LND e l’intera classe arbitrale pugliese” fa scaturire delle riflessioni. La fissazione della riunione a Bari alle ore 17.30 del mercoledì (la domenica successiva era fissata la gara di ritorno di Coppa Italia Regionale) è un chiaro segnale di quanto il direttivo del CR Puglia sia distante dalle dinamiche di campo. Chi l’ha fissata dovrebbe sapere che a quell’ora ed in quel giorno sia gli allenatori che i capitani delle squadre (pure invitati alla cerimonia) si sarebbero trovati sul campo avendo appena iniziato la seduta di allenamento o avendola da poco terminata. Così, per restare nel gergo calcistico, pare un intervento a gamba tesa quello del presidente dell’Associazione Allenatori Puglia Mimmo Ranieri il quale, avendo constatato un’esigua partecipazione della componente tecnica, ha tacciato gli allenatori pugliesi di “assenteismo”. Non è possibile escludere che la scarsa partecipazione degli Allenatori sia da attribuire ad una disaffezione nei confronti dei rappresentanti federali, forse dettata dalla percezione di non essere adeguatamente tutelati. Ricordo, ad esempio, che Ranieri in Puglia assume da tantissimi anni il ruolo di “sindacalista” degli allenatori e che contestualmente dal 2017 è stato nominato componente del consiglio direttivo del Settore Giovanile e Scolastico nazionale, presieduto pure dallo stesso Tisci.
Se queste occasioni di incontro si risolvono in abbondanti dosi di autoreferenzialità, di convenevoli e di reciproci ringraziamenti tra i vertici federali regionali, gli allenatori pugliesi continueranno a dedicarsi al loro lavoro sui campi da calcio. “Al termine dell’incontro, seguirà un rinfresco riservato a tutti i partecipanti” c’era scritto nel programma della riunione. Anche alle società di prima, seconda e terza categoria pugliesi ed a quelle del calcio a 5 sarà riservato lo stesso cenacolo? Perché anch’esse pagano quanto richiesto per le iscrizioni ai campionati! Poiché tutti i salmi finiscono in gloria, neppure quest’anno sono mancati i soliti tre palloni regalati alle società partecipanti alla riunione. I palloni non si negano a nessuno. Le società sportive peró hanno bisogno di altro. In bocca al lupo!
Avv. Giulio Destratis
© Riproduzione riservata