
Francesco Buondonno gol e fascia di capitano con la Nazionale.
L’Italia pareggia contro i pari età sloveni nel secondo e ultimo test match in programma a Novarello, grazie ai rigori trasformati da Buondonno e Vitali. A febbraio doppia sfida alla Cechia.
sul fondo alla sinistra. I ragazzi di Battisti rispondono con una conclusione dalla distanza di Buondonno al 10’, preludio a una fase di equilibrio tra le due squadre, interrotta al 14’ dall’1-0 sloveno. Žvegla sfonda a sinistra e mette al centro un pallone velenoso sul quale Panareo, il più rapido in mischia, firma il tap-in vincente da due passi. L’Italia, nonostante il gol subito, reagisce con personalità e va vicina al pareggio con il sinistro di Prendi, respinto non senza difficoltà da Korenika. Il gol dell’1-1 è nell’aria e arriva al 32’, quando Buondonno, dal dischetto, trasforma il calcio di rigore concesso per un fallo di mano in area di Širec. Nei minuti finali la Slovenia torna a rendersi pericolosa con Hribar, ma senza inquadrare lo specchio, e l’arbitro manda le squadre al riposo in perfetta parità.
Nei secondi quaranta minuti di gioco, che si aprono con numerose sostituzioni da una parte e dall’altra, la Slovenia trova il guizzo del 2-1 al 54’: Vučić, entrato un paio di minuti prima, parte in progressione lungo l’out sinistro, salta una serie di avversari e serve un rasoterra preciso per Radišković, che da due passi non perdona, firmando il nuovo vantaggio degli ospiti. Gli Azzurrini provano a reagire al 75’, con il colpo di testa del neoentrato Boga su cross dalla destra di Danza, ma il tentativo del numero 11 finisce sul fondo. Nel finale ci prova anche Chieffallo dalla distanza, ma il mancino rasoterra del numero 3 è facile preda dell’estremo difensore sloveno. Nei minuti di recupero arriva l’episodio decisivo: Širec stende Vitali in area, l’arbitro concede il secondo rigore in favore dell’Italia e il numero 10 azzurro non sbaglia dal dischetto, firmando il definitivo 2-2 all’80’+6. Al termine di una partita al cardiopalma, arriva anche l’espulsione di Vučić per comportamento antisportivo, maturata dopo il triplice fischio finale.


