Napoli-Verona, la presentazione

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Il Verona, per l’ultima di andata: sarà difficile capire chi sarà il campione d’inverno perché manca all’appello per le prime della classe il recupero del match rinviato causa Supercoppa, ma la sostanza non cambia: il Napoli non può permettersi passi falsi, soprattutto nel fortino del Maradona.

I gialloblu lo scorso anno bagnarono con un clamoroso 3-0 al Bentegodi l’esordio del Napoli di Conte ma quella sconfitta, con gli arrivi subito dopo di McTominay, Lukaku, Gilmour e Neres sancì la nascita dei campioni d’Italia.
Di quel quartetto domani pomeriggio in campo ci sarà solito l’immarcescibile scozzese, mentre gli altri sono impegnati in lunghi recuperi e Neres in  attesa di un miracoloso rientro per il big match di domenica a San Siro.
Ecco, la principiare insidia della sfida infrasettimanale, non ce ne voglia il derelitto Verona di Zanetti, ultimo in classifica con Pisa e Fiorentina e con la peggiore differenza reti del campionato, è proprio il pensiero rivolto con un po’ troppo anticipo all’Inter: Antonio Conte dovrà essere bravo a catechizzare i suoi ragazzi sull’importanza di non trascurare l’impegno, aggredendo l’avversario come nelle ultime quattro partite e, rimandando magari, l’idea di concedere qualche minuto di riposo ai “titolarissimi” alla parte finale della partita.
Il Napoli ammirato nelle ultime uscite lascia dormire sonni abbastanza tranquilli, ma non va dimenticato che nelle tre partite giocate al Maradona contro tre piccole,  Cagliari, Pisa e Genoa, gli azzurri hanno sempre sofferto, vincendo di misura e con affanni di varia natura.
Dunque fiducia sì,  ma attenzione, sopratutto perché il Verona,  che sicuramente  non passa un momento felice ( due 0-3 consecutivi con Milan e Torino), ha davanti gente veloce come Orban e Giovane che può  dare fastidio in ripartenza, presupponendo che gli scaligeri giocheranno con un blocco bassissimo provando a chiudere tutti gli spazi e a lanciare le frecce in contropiede.
Il Napoli ha dimostrato di soffrire le difese schierate e dunque l’infortunio di Neres impone (quasi) a Conte di schierare Noa Lang, per avere qualcuno che salti l’uomo e produca la famosa superiorità numerica. Al resto dovranno pensare la regia di Lobotka e gli inserimenti di McTominay che potrebbe ritrovarsi più spesso di fianco a Hojlund se il Verona si rintanerà nella propria trequarti.
Il Napoli davanti al suo pubblico è un trattore, mentre i gialloblù fuori casa fanno molta fatica. In fondo lo sapeva anche William Shakespeare:

Non esiste mondo fuori dalle mura di Verona, ma solo purgatorio, tormento, inferno”. Soprattutto al Maradona.

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