Napoli-Torino, l’analisi del giorno dopo

ADV

Una notte di conferme e ritorni. Per avvicinare l’ultimo, fondamentale obiettivo rimasto, la qualificazione alla prossima Champions League, magari acciuffando il secondo posto in classifica.

Il venerdì sera del Maradona ha detto che il Napoli, pur con le contraddizioni e i limiti di questa traballante stagione, é in corsa sul rettilineo finale e con il traguardo visibile e chiaro all’orizzonte.
Certo, anche ieri sera gli azzurri avrebbero potuto chiudere la partita con maggiore serenità, evitando di rischiare nel finale una beffa che sarebbe stata clamorosa visto il predominio totale per 90 minuti su un Torino inerme e impalpabile. Invece la solita disattenzione difensiva ha regalato ai tifosi 8 minuti di passione finale con il provvidenziale intervento di Juan Jesus su Adams a scongiurare il peggio. Proprio nel finale si é sentita tanto l’assenza di un giocatore come Scott McTominay, capace di dettare il ritmo e prendersi i palloni che scottano nei momenti decisivi della gara.,
Nel complesso il Napoli ha giocato una partita solida e attenta, stappata dalla verve impetuosa di Alisson Santos, incontenibile nel primo tempo, a cui Conte sta dando tanta fiducia, pienamente ripagata. Un po’ in ombra invece Vergara, uscito acciaccato, ma che sta pagando lo scotto dell’improvvisa esplosione e le tante partite ravvicinate cui non era evidentemente abituato.
Antonio Conte ha speso parole importanti per Gilmour ed Elmas e siamo completamente d’accordo con lui: lo scozzese ha giocato una partita di altissimo livello non facendo rimpiangere l’assenza di Lobotka, il macedone, finalmente tornato al gol, si sta dimostrando elemento preziosissimo in ogni angolo del campo e quando un allenatore come Conte, solitamente di poche parole e pochi elogi,  si esprime con tale convinzione, vuol dire che Eljf stia  facendo un notevole salto di qualità anche sotto il profilo della continuità.
Finalmente anche Alessandro Buongiorno, al cospetto del suo passato granata, si è rivisto ad ottimi livelli, in un terzetto difensivo composto da soli mancini a confermare l’ennesima bocciatura del costoso rinforzo di mercato estivo Beukema, evidentemente ritenuto inadatto alla difesa a 3 da Conte.
E poi la luce si é riaccesa prima con il rientro di  Anguissa e nel finale, con il boato del Maradona ad accogliere il tanto atteso ritorno di Kevin De Bruyne. Il fuoriclasse belga é apparso subito pronto, tra lo stupore generale, ed un efficace recupero difensivo é stato accolto come un gol e avrà fatto felice anche il mister.
Difficile dire quale contributo potrà dare da qui a fine stagione, ma la prospettiva dell’ultimo mondiale della carriera e l’orgoglio del grande giocatore che vorrà restituire qualcosa ai tifosi dell’affetto ricevuto, promettono cose buone nelle prossime giornate.
Hojlund ed il redivivo Lukaku non vedono l’ora di essere lanciati in profondità dall’illuminante tocco del belga che ieri é stato inserito dietro la punta dove probabilmente c’è meno necessità di corsa e sacrificio e dove può dare il meglio anche con una condizione non ottimale.

Con Vergara, Alisson, Giovane, De Bruyne e all’occorrenza Elmas, Politano e si spera presto Scott McTominay  la trequarti comincia ad essere finalmente affollata: Conte potrebbe non credere ai proprio occhi nel ritrovarsi improvvisi “problemi” di abbondanza…

ADV
ADV