Napoli-Sassuolo, la presentazione

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Tre punti e poche chiacchiere.

Non è più il tempo dei fraseggi, del bel gioco e delle filosofie. Dopo due pareggi interni con Verona e Parma, con l’Inter in fuga, il Milan che tiene botta e Roma e Juventus che alitano sul collo, il Napoli è chiamato a dare una svolta al proprio altalenante cammino.

Il pensiero della sfida decisiva di Copenaghen in Champions di martedì non deve costituire una distrazione, altrimenti sarà irrimediabilmente accertato che la squadra ed anche il suo allenatore, non sono in grado di gestire il doppio impegno.

Anche l’indiscutibile alibi degli infortuni può valere fino ad un certo punto: il Verona e soprattutto il Parma sono scesi in campo al Maradona imbottiti di riserve eppure il Napoli non è stato in grado di imporre la propria netta superiorità tecnica. C’è indubbiamente un problema di continuità, più mentale che fisica, ma Antonio Conte dovrà essere bravo a far capire ai giocatori che i margini si stanno assottigliando e i punti lasciati, sanguinosamente, per strada rischiano di pesare irrimediabilmente.

Chissà se l’eroe di Dortmund e Berlino Fabio Grosso confermerà il consueto 4-3-3- o se, dopo aver visto le difficoltà del Napoli contro le difese schierate, abbottonerà il suo Sassuolo sperando di emulare Zanetti e Cuesta. Mancherà ancora Mimmo Berardi, bandiera e anima dei neroverdi, ma Laurentiè e Fadera sono due ali molto veloci e tecniche e sarà il caso che gli esterni azzurri prestino molta attenzione. Potrebbe non essere della partita anche l’altro gioiellino Konè, indubbiamente un vantaggio per il centrocampo del Napoli, ma, come detto, le riserve di Verona e Parma dovrebbero oramai aver insegnato che i ragazzi di Conte sono ancor più inclini a “distrazioni” se davanti non si trovano giocatori del calibro di Barella, Chalanoglu e simili.

Bisogna allora ripartire dalle certezze, che in questo momento hanno il nome e cognome di Scott McTominay: lo scozzese deve una volta di più caricarsi la squadra sulle spalle e condurla in salvo in questo momento delicato e decisivo della stagione. Sperando che la caviglia di David Neres stia meglio di mercoledì, anche Rasmus Hojlund è chiamato all’appello sotto porta per far sparire un po’ di ansia che inizia a serpeggiare al Maradona con il trascorrere inesorabile dei minuti.

Tre punti come acqua fresca per placare la sete e per una volta non importerà come arriveranno. Certo, se gli uomini di Conte approcceranno la partita con l’aggressività e la voglia delle partite importanti, arriverà un segnale positivo anche per il futuro.

Tra preoccupazione e gloria, tra infortuni e speranze, la stagione del Napoli sembra voler tenere i propri tifosi “tra color che son sospesi”. Antonio Conte non è fatto per il limbo e nel suo “esilio” in tribuna cova le fiamme dell’inferno, sognando una primavera in cui uscire a riveder le stelle.

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