
Dopo due ottime vittorie che hanno restituito un po’ di entusiasmo, si va a Roma in casa della capolista per tentare Il Sorpasso.
Eh sì, immaginare Antonio Conte nei panni di Vittorio Gassman alla guida di una Lancia Aurelia B24 è un po’ ardito, anche perché tutto si può dire del mister azzurro tranne che abbia una guida spericolata come il Bruno Cortona partorito dalla mente geniale di Dino Risi.
Aurelio De Laurentiis, che è uomo di cinema, apprezzerà la citazione (anche se il film fu prodotto da Mario Cecchi Gori…) ma vista la brutta fine che fanno i protagonisti ( ci sia scusato lo spoiler) un po’ di sana prudenza non guasta e dunque, tradotto in termini pallonari, non saremmo stupiti di vedere dall’inizio in campo all’Olimpico un Politano in più ed un Lang in meno.
Per il resto è lecito aspettarsi il Napoli visto contro Atalanta e Qarabag, anche perché l’infinita emergenza infortuni non è che offra a Conte tutte queste alternative e dunque almeno fino a gennaio bisognerà fare di necessità virtù, sperando sempre che la malasorte provi a cercare sfogo da qualche altra parte.
Potremmo iniziare l’analisi di quello che fu il derby del sole e che oggi si è inopinatamente trasformata in una eterna partita a rischio, dicendo che il Napoli potrà contare su due giorni di riposo in più rispetto ai suoi avversari, e però la stessa cosa è accaduta con il Bologna e sappiamo tutti come è andata a finire.
Inoltre la squadra di Gasperini scoppia oggettivamente di salute, tutti pressano e corrono per 90 minuti e oltre e in Europa League si è potuta concedere il lusso – impensabile ad oggi per il Napoli – di un moderato turnover. La mano del tecnico di Grugliasco è evidente, la Roma si muove con sincronismi chiari e la matematica non è un’opinione: se l’Atalanta senza Gasp ha 12 punti in meno dello scorso anno e la Roma con Gasp ne ha 14 in più ci non può essere un caso.
Va detto che così come il Napoli è fortissimo in casa ma balbetta fuori, la Roma fa meglio in trasferta rispetto all’Olimpico dove ha già perso contro Inter e Torino in campionato, Lille e Viktoria Plzen in Europa. I giallorossi non hanno ancora pareggiato una partita, il Napoli solo una (in casa): se ci affidiamo alla legge dei grandi numeri…
A proposito di numeri, la Roma ha la migliore difesa del campionato ( appena 6 gol subiti) e sappiamo quanto questo dato sia fondamentale in serie A. Svilar si sta confermando il miglior portiere del lotto, Mancini si sta rivelando un leader affidabilissimo e l’intesa con ‘Ndika è ormai un fattore. Ma la vera forza della Roma risiede a centrocampo, dove Konè (che proverà a stringere i denti dopo il colpo alla caviglia rimediato in coppa) si sta imponendo a livelli incredibili cantando e portando la croce e Cristante si è calato nel ruolo di perfetto equilibratore.
Wesley sulla fascia è ancora altalenante ma quando scappa in velocità può diventare molto pericoloso, mentre se è costretto a difendere fa ancora fatica.
Con il rientro di Dybala, è assai probabile che Gasp riproponga l’attacco senza centravanti con Soulè e Lorenzo Pellegrini a scambiarsi continuamente di posizione con il fuoriclasse argentino. L’irlandese Ferguson si è appena sbloccato ma sin qui ha fatto fatica, mentre Dobvyk, che pure non aveva entusiasmato, è fermo ai box. Il trio fantasia (ci sono anche Bailey, El Sharawy e Baldanzi pronti a subentrare) che non dá punti di riferimento alle difese avversarie è una soluzione molto interessante e Buongiorno e compagni dovranno essere bravi a seguire i movimenti degli avversari senza farsi sorprendere.
A proposito di centravanti un po’ in difficoltà, va detto che Rasmus Hojlund, ridendo e scherzando, non segna da quasi due mesi ( il 5 ottobre contro il Genoa l’ultimo acuto) e anche se la partecipazione alla manovra e il dialogo con gli esterni si sta rivelando efficace, sappiamo tutti come per una punta sia fondamentale riprendere il dialogo con il gol: quale migliore occasione per tornare a fare centro?
In una partita che si prevede equilibrata e bloccata con le due avversarie posizionate a specchio e con i due più grandi strateghi in panchina che la serie A può offrire abili nel limitare i punti forti degli avversari , il David Neres visto nelle ultime settimane può essere l’asso che fa saltare il banco. Il terzetto difensivo della Roma è molto compatto e solido ma mantiene, per preciso input gasperiniano, una linea altissima ed ecco che la capacità di attaccare la profondità del brasiliano può diventare letale, perché nessuno trai giallorossi può tenere il suo passo.
God save Scott e Lobo ovviamente, perché da una grande partita degli ultimi due moichani del centrocampo azzurro, dipenderanno gran parte delle sorti del Napoli a cui servirebbe come il pane un convincente successo lontano dal Maradona, dove quest’anno la squadra sta facendo davvero troppa fatica.
L’Olimpico annunciato stracolmo e tappezzato di giallorosso è pronto a lanciare l’insperata capolista verso un sogno tricolore. Non ha fatto i conti con Antonio Conte, novello Jepp Gambardella, che ha tutta l’aria di chi non vuole solo partecipare alla festa romana, ma vuole avere il potere di farla fallire.


