
“Per il momento posso dirvi solo questo: resistete!”
Il Napoli è stanco, lento, appannato e sembra proprio bloccato in ascensore come il professore Bellavista e il dottor Cazzaniga: Antonio Conte non può che vestire i panni del vice sostituto portiere Salvatore e invitare i propri giocatori a portare pazienza.
In questo momento forse non è neanche giusto pretendere di più da questi ragazzi, che stanno tirando la carretta da mesi senza poter rifiatare e finendo inevitabilmente per perdere lucidità con l’acido lattico a mille.
E così dopo il Verona la settimana scorsa, è bastato un Parma ordinato e chiuso nella propria area di rigore (una volta dalla Spagna esportavano il tiki-taka, oggi il trentenne Cuesta viene in Italia a rispolverare il catenaccio) per bloccare gli azzurri e far aumentare i rimpianti: i mercoledì di gennaio sono indigesti per il Napoli e i due pareggi interni consecutivi rischiano di diventare una zavorra pesante per le ambizioni di vertice.
Beninteso, il campionato non finisce oggi e sei punti dall’Inter non sono un distacco irrecuperabile ma forse è il caso che il Napoli inizi a guardare con un po’ di attenzione anche nello specchietto retrovisore perché l’impressione è che la lotta per entrare in Champions sarà serrata.
Va detto che anche l’Inter ha faticato ‘78 minuti prima di sbloccare la partita con il Lecce ma chi ha deciso il match? Pio Esposito entrato dalla panchina, mentre il Napoli non ha praticamente la possibilità di incidere con i cambi.
Probabilmente ieri sera Conte ha anche sbagliato qualcosa nella formazione iniziale perché affrontare un Parma prevedibilmente chiuso nel suo bunker con un 5-2-2-1 – perché Mazzocchi e Olivera sono e resteranno sempre due terzini e non due ali – ha significato regalare di fatto un tempo ed oltre al Parma.
Ovviamente quando le cose non vanno anche la Dea Bendata si volta dall’altra parte: dopo i due errori arbitrali decisivi contro il Verona, ecco il fuorigioco di mezzo millimetro di Mazzocchi sul gol di McTominay che avrebbe dato vita a tutta un’altra partita.
Dopo la grande partita ed il grande dispendio di San Siro, Lobotka, Politano e Hojlund sono apparsi i più sottotono da un punto di vista fisico. Neres evidentemente non era in condizioni di giocare, mentre Lang ha sprecato l’ennesima chance dal primo minuto.
Non è il caso di disperarsi ma è evidente che, al netto delle tante difficoltà connesse agli infortuni, la squadra non abbia la continuità che serve per vincere lo scudetto. A metà gennaio però, con un trofeo già in bacheca, il Napoli è in corsa in tutte le competizioni.
Arriveranno tempi migliori, arriverà la manovella di don Armando travestita da Anguissa, Gilmour, Lukaku e company e finalmente si riuscirà a uscire da questa maledetta ascensore. Per il momento, resistete.


