Napoli-Parma, la presentazione

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Lo chiamano recupero, ma di tempo per recuperare energie fisiche e mentali proprio non ce n’è. Quando saranno passate circa 67 ore dal triplice fischio di San Siro ( ma molte meno dal rientro a Napoli) gli azzurri saranno chiamati a scendere di nuovo in campo per fronteggiare il Parma e chiudere ufficialmente il girone d’andata, anche se quello di ritorno è già iniziato: stranezze del calcio moderno e del peso dei riyal sauditi.

Lo scorso anno Napoli-Parma capitò in agosto eppure fu una delle sliding-doors della stagione, con la scriteriata uscita di Suzuki che lanciò la rimonta degli azzurri in pieno recupero. Stavolta il pur bravo portiere giapponese non ci sarà, ma il Napoli dovrà fare molta attenzione.

Il primo tempo con il Verona è un ricordo sufficientemente fresco per far si che gli azzurri non prendano sotto gamba l’impegno infrasettimanale, ma – Repetita iuvant – le quattro sfide casalinghe contro avversarie invischiate nelle parti basse della classifica ( Cagliari, Pisa, Genoa e appunto Verona, a cui si potrebbe aggiungere la sfida contro i sardi in Coppa Italia) hanno detto che il Napoli fa fatica a imporre il proprio gioco contro avversari chiusi e pronti a ripartire.

Al di là delle dichiarazioni di facciata del giovane tecnico emiliano Cuesta, è abbastanza facile prevedere un 4-3-3 molto abbottonato del Parma, che proverà a sfruttare la qualità in mezzo al campo del mancino spagnolo (educatissimo) Adrian Bernabè e la velocità sugli esterni di Ondrejka e Oristanio. In più in attacco c’è un signor centravanti come Manuel Pellegrino, già oggetto del desiderio di molte squadre di alta classifica, non solo in Italia.

I ducali hanno un buon margine sulla terzultima (sette punti) e potranno giocarsi questo jolly della partita da recuperare con il massimo della serenità e della sfrontatezza dall’alto dell’età media più bassa di tutta la Serie A. Il che, ovviamente, potrebbe anche costituire un limite di fronte al miedo escenico del Maradona.

In ogni caso non sarà assolutamente una passeggiata per il Napoli che ha, come di consueto, il grosso problema di non poter effettuare molti cambi, soprattutto a centrocampo.

Qualcosa Antonio Conte dovrà per forza cambiare tra Parma e Sassuolo, perché poi in otto giorni il trittico Copenaghen-Juventus-Chelsea dirà molto sul prosieguo della stagione del Napoli e sugli obiettivi da qui a fine anno. Con la squalifica di Juan Jesus, ci sarà spazio per Alessandro Buongiorno e la speranza è che il difensore della nazionale ritorni piano piano sui suoi livelli, perché al netto delle grandi prestazioni e dell’affidabilità del brasiliano, avere Buongiorno al 100% significa poter giocare con una linea difensiva più avanzata sfruttando le sue innate capacità di anticipo.

A San Siro Noa Lang ha dimostrato di poter meritare una nuova chance dal primo minuto, anche perché difficilmente Neres sarà rischiato vista l’importanza dei prossimi impegni,  mentre nella sospirata attesa che tornino a disposizione Anguissa e Gilmour, toccherà ancora una volta fare gli straordinari a Lobotka e McTominay, a meno che il tecnico leccese non voglia riproporre Elmas a centrocampo. Inutile dire che allo strepitoso Rasmus Hojlund di San Siro è mancato solo il gol e la serata di domani sembra fatta a posta per rimpinguare il suo bottino di caccia.

Insomma, le forze a disposizione queste sono e miracoli non si possono fare, ma se il Napoli vuole continuare a tenere nel mirino l’Inter e mettere un po’di distanza con chi insegue, il doppio turno casalingo contro gli emiliano/romagnoli “deve” portare in dote sei punti.

Un po’ di lavoro extra in queste due partite lo avrà anche Cristian Stellini, causa doppia giornata di “purgatorio” inflitta ad Antonio Conte, che in fondo, in fondo se l’è cercata. Immaginate come tornerà carico il 25 di questo mese direttamente in panchina alla Juventus Stadium…

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