
Di corto muso, proprio come piace a l caro vecchio Max Acciughina, l’esperto di ippica.
Antonio Conte piazza il pokerissimo di cinque vittorie consecutive, opera il sorpasso sul Milan e si lancia all’inseguimento dell’Inter in fuga solitaria.
Non sarà facile scalare ulteriormente la classifica perché i nerazzurri sono troppo lontani a sole 7 giornate dal termine, ma le vie del Signore sono infinite e il Lunedì dell’Angelo ha detto che Napoli può ancora continuare a cullare il suo sogno.
Tutto può dirsi di questa squadra, tranne che non sta difendendo il tricolore con le unghie e con i denti. I ragazzi, trascinati da un martello come Antonio Conte, non hanno mollato quando erano ai minimi termini massacrati dagli infortuni e a -14 dalla vetta e quando qualche vecchia conoscenza tatuata trasferitasi a Torino ironizzava parlando di “ex campioni d’Italia”. Mai sottovalutare l’orgoglio dei campioni che infatti hanno tenuto botta quando c’era da soffrire e adesso sono in piena velocità sul rettilineo finale.
Napoli-Milan, il meglio che il campionato di Serie A può offrire insieme all’Inter, non é stato uno spot per il calcio italiano: ritmi lenti, spazi intasati, pochissime occasioni. Se abbiamo fallito la qualificazione ai mondiali per la terza volta di fila, ci sarà un motivo.
Il Napoli ha però avuto il merito di crederci di più e di aver avuto il coraggio di osare con dei cambi offensivi nella parte finale di gara: Matteo Politano e Alisson Santos hanno spaccato la partita indirizzandola verso il golfo di Napoli, mentre Allegri non ha modificato di una virgola il proprio credo di una squadra dal blocco basso e ripartenze. Solo dopo aver subito il gol, ha provato ad aggiungere Pulisic e Leao ma i buoi erano già scappati.
Conte si é ritrovato a giocare una partita così importante senza il suo centravanti titolare – Hojlund fermato da un virus influenzale – e ha buttato nella mischia Giovane, un po’ confusionario nel primo tempo, decisamente meglio nella ripresa.
Un Alessandro Buongiorno finalmente sontuoso ha cancellato dal campo gli attaccanti milanisti nonostante un giallo rimediato nei primi minuti. Lobotka ha condotto sapientemente il gioco avendo la meglio su Modric e ha finito con i crampi. Scott McTominay é apparso ancora non al meglio mentre De Bruyne ha giocato a tutto campo e per 90 minuti pur se al ritmo ormai abituale del nostro campionato, con il quale può tranquillamente dettare legge.
Insomma, una stagione che poteva sembrare disgraziata si sta regalando una coda di gioia e di speranza. Da Coverciano cominciano a soffiare spifferi insidiosi e Antonio Conte sembra essere lusingato, anche se l’ultima parola spetta sempre a Don Aurelio. Ci pensi bene, mister: l’ultimo che ha lasciato un azzurro per un altro azzurro non é finito tanto bene. Oramai é un po’ napoletano e dovrebbe aver imparato che “chi parte sa da da cosa fugge ma non sa che cosa cerca…”



