Napoli-Milan, la presentazione

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Napoli-Milan era la madre di tutte le partite, la partita più importante del campionato più bello del mondo
Ottavio Bianchi, il bresciano più napoletano di tutti
(“Sono nato a Brescia, vivo a Bergamo da 50 anni, ma la vera lezione di vita l’ho ricevuta a Napoli, che è bellezza, è gioia. I napoletani mi hanno accettato, non hanno cercato di cambiarmi”) ricorda quel maledetto primo maggio del 1988 quando l’allora San Paolo era il centro del mondo e il 2-3 del Milan di Sacchi scippó in rimonta lo scudetto agli azzurri. 38 anni dopo la serie A  é diventata periferia dell’impero, l’Italia ha appena fallito per la terza volta la qualificazione ai mondiali ed il nostro campionato è una collezione di stranieri improbabili ed ex grandi calciatori.
Napoli-Milan però é sempre Napoli-Milan ed anche se non vedrà Maradona contro Gullit, Careca contro Van Basten e Baresi contro Ferrara e, salvo crolli nerazzurri, non varrà per il titolo, deciderà chi potrà continuare a inseguire una clamorosa rimonta scudetto e chi dovrà invece guardarsi le spalle nella lotta ai posti Champions.
Per non farci mancare nulla, in una stagione già tribolata in lungo e in largo, il Napoli ha pensato bene di regalarsi una settimana di passione grazie alle bizze di Romelu Lukaku, passato da fedelissimo di Antonio Conte, a ammutinato di ultima generazione, rimasto in Belgio a curarsi a suo piacimento e  subito multato e fuori rosa. Per completare l’opera, il quotidiano rosa ha festeggiato i suoi 130 anni di vita cercando di destabilizzare un po’ gli unici avversari rimasti alle due milanesi, annunciando l’imminente approdo di Lukaku al Milan e il ritorno a fine stagione di Antonio Conte sulla panchina della derelitta Nazionale.
Dal bunker di Castel Volturno ovviamente non trapela nulla, troppo importante é la posta in palio per concedersi ulteriori distrazioni. Conte dovrebbe però poter schierare nuovamente insieme i fab-four del centrocampo, con Lobotka e Anguissa davanti alla difesa e il duo magico McTominay-De Bruyne alle spalle di Hojlund.
Ecco, parafrasando altri fab-four si potrebbe cantare “When I find myself in times of trouble, Mother Mary comes to me. Speaking words of wisdom, let it be”.
Per il resto Conte ha il solito dubbio in porta, con Milinkovic sempre favorito su Meret, e dovrà scegliere tra Olivera e Beukema e decidere se preferire Gutierrez all’affaticato Politano. Alisson Santos dalla panchina, invece, può essere la carta che spariglia il gioco, soprattutto se Allegri imposterà il match su una difesa a oltranza e contropiede, provando a chiudere gli spazi agli azzurri.
Nel match arabo di supercoppa Conte spiazzó Allegri grazie ad una partita super di Hojlund e Neres che devastarono la difesa rossonera. Il centravanti danese ritroverà De Winter che fu a lungo in sua balia a Ryad e il giovane brasiliano potrebbe fare, magari nella ripresa, le veci di Neres. Queste sono comunque le partite dei fuoriclasse e Kevin De Bruyne non vede l’ora di lasciare il proprio segno in un’occasione che conta.
Nei rossoneri dovrebbe mancare, almeno dall’inizio, Rafa Leao, per cui Allegri ha il dubbio su chi affiancare a Pulisic, che nel match di andata aprì voragini nella difesa azzurra. Il cuore del gioco del Milan risiede comunque nel trio di centrocampo Rabiot-Fofana-Modric e dal duello con i dirimpettai azzurri dipenderà gran parte dell’esito della partita.
Il Maradona si prepara a vivere una notte d’altri tempi, ribollendo di passione azzurra. La voglia dell’ambiente é quella di Antonio Conte: provare a vincerle tutte e vedere cosa accade, senza rimpianti.
In fondo si gioca a Pasquetta, il Lunedì dell’Angelo: non può essere certamente una serata giusta per i diavoli rossoneri.
“And when the night is cloudy there is still a light that shines on me. Shinin’ until tomorrow, let it be”.
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