Napoli-Lecce, la presentazione

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Il tempo delle distrazioni e delle filosofie é ormai alle spalle. Antonio Conte si trincera dietro il consueto silenzio prepartita e, in fondo, di chiacchiere in questo momento non ce n’è bisogno.
Al Maradona arriva il Lecce assetato di punti nella battaglia furibonda per la sopravvivenza e dunque gli azzurri sono attesi da un match che si annuncia spigoloso e faticoso.
L’occasione però é ghiotta per mettere punti fondamentali in cascina, andando a caccia della terza vittoria consecutiva, tris che manca da inizio dicembre, per distanziare ancora un po’di più le avversarie per la conquista dei posti nell’Europa che conta.
I giallorossi di Di Francesco non rinunciano a giocare anche contro le grandi, soprattutto in trasferta: lo testimoniano il pareggio contro la Juve e le sconfitte di misura, e sostanzialmente immeritate contro Milan e Inter, che hanno sbloccato il risultato solo nel finale.
Il tecnico abruzzese é reduce da annate sfortunate ma le sue squadre, anche quelle meno dotate tecnicamente, si sono sempre contraddistinte per identità di gioco e spirito costruttivo. La vittoria fondamentale nello scontro salvezza contro la Cremonese di domenica scorsa  avrà dato tanta fiducia ai salentini, inoltre sappiamo bene come il Napoli abbia sofferto i match casalinghi contro le piccole del campionato.
Sara dunque fondamentale aprire spazi e creare superiorità numerica sulle fasce per riuscire a rifornire adeguatamente Rasmus Hojlund. L’assenza di Vergara, in verità un po’ appannato nelle ultime uscite, toglierà un po’di imprevedibilità all’azione azzurra ma Alisson Santos ha dimostrato di essere l’arma in più decisiva in questo scorcio di campionato. Vedremo se Conte adatterà Sant’Elmas dietro la punta o riporterà in avanti Politano o , ancora, sfrutterà dall’inizio la rapidità di Giovane.
Potrebbe essere la volta buona per rivedere Frank Zambo Anguissa in campo dal primo minuto e De Bruyne giocare più di uno scampolo, augurandoci che anche Scott McTominay possa essere della partita. E poi c’è sempre Romelu Lukaku, smanioso di tornare ad essere decisivo. Insomma le armi a disposizione di Antonio Conte stanno tornando ad essere anche numericamente importanti: quante squadre in Europa possono permettersi una panchina con De Bruyne, McTominay e Lukaku? 
C’è bisogno di tutte le forze a disposizione in questo rush finale e non ci sarà da scandalizzarsi se ci sarà poco spazio per lo spettacolo e più attenzione alla concretezza.
I punti da marzo in poi contano il doppio e dopo un inverno di acciacchi e emergenza gli azzurri hanno tutte le intenzioni di aprire le ali per volare diritto fino al traguardo. E magari guardare anche a chi sta davanti per continuare a dare fastidio fino in fondo e difendere fino all’ultimo metro quel triangolino tricolore sul petto.
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