
Le buone notizie sono due: la prima é che Como e Roma non hanno vinto, la seconda é che mancano solo cinque giornate alla fine di questa stagione fatta di tanta sofferenza e poche gioie.
Perché se quello visto a Parma e ieri al Maradona é il Napoli, c’è davvero di che essere preoccupati.
La scialba prestazione del Tardini é incredibilmente da rivalutare: lì almeno il Napoli ci aveva provato dopo lo shock iniziale e, seppur confusamente, aveva tenuto in mano la partita per 90 minuti alla ricerca del guizzo vincente.
Contro la Lazio l’inizio é stato drammaticamente uguale: gol subito a freddo, squadra assente, gambe molli e cuore gelato. Ma stavolta non c’è stata reazione, buio pesto per tutta la gara, nonostante il Maradona abbia sostenuto gli azzurri fino alla fine.
Fa davvero specie vedere una squadra di Antonio Conte esibirsi in tali deprimenti prestazioni. Non c’è dubbio che il tecnico salentino non sia famoso per produrre un gioco spettacolare, ma le sue squadre sono sempre state caratterizzate da grande aggressività, ordine, sicurezza difensiva e indole da combattimento. Il Napoli di ieri invece é stato da encefalogramma piatto. Le statistiche raccontano che erano ventuno anni che gli azzurri non chiudevano una partita casalinga senza lo straccio di un tiro in porta. Ma ciò che più preoccupa é la totale apatia di molti dei presunti protagonisti.
Non si ricorda, nella sua lunga e gloriosa carriera, un tempo intero in cui Kevin De Bruyne abbia sbagliato ogni passaggio, anche elementare, possibile. Frank Anguissa ha passeggiato per il campo senza una meta ed é incredibile che Conte non se ne sia accorto in allenamento e abbia dovuto attendere 45 minuti per cambiare. Spinazzola e Lobotka non hanno più una stilla di energia e se fossimo in Gilmour e Gutierrez perennemente in panchina ci faremmo qualche domanda.
Se anche McTominay gioca una partita abulica e Hojlund se ne sta 90 minuti spalle alla porta, capirete che questa squadra ha smarrito la strada.
E che dire della difesa? Dopo il disastro di Juan Jesus a Parma, é toccato nuovamente a Buongiorno compiere orrori in serie. E anche Beukema e Olivera hanno concesso praterie agli avversari e sbagliato facili disimpegni.
Alla fine si salvano il solito generoso Politano e Milinkovic che tra rigore e altri interventi ha evitato che la disfatta assumesse contorni da tregenda.
Insomma la Lazio si conferma bestia nera da queste parti interromoeneo l’imbattibilità nata proprio dopo il ko di dicembre 2025 e il vecchio amico Maurizio Sarri ha incartato totalmente Conte che ancora una volta ha scelto di non puntare su Alisson, l’unico giocatore con cambio di passo e ritmo superiore a quello compassato del resto della squadra.
Il tecnico salentino se l’è presa con la stampa e con l’ambiente napoletano ma stavolta ha le sue responsabilità. Beninteso, il Napoli é in linea con la possibilità di chiudere il campionato al secondo posto e comunque tra le prime quattro. Ma se due indizi e due prove imbarazzanti – Parma e Lazio – non sono ancora una prova, la Cremonese venerdì dirà se bisognerà soffrire fino a maggio.
Certo, il balletto sul futuro di Conte non aiuta e le mezze frasi lasciate nell’aere da De Laurentiis non migliorano la situazione. Se la storia tra Antonio e il Napoli deve terminare, sarebbe un peccato concluderla, dopo uno scudetto e una supercoppa, con un finale di stagione da dimenticare.
Perciò, testa bassa e pedalare per le ultime cinque partite, cercando di onorare lo scudetto che ancora é sulle maglie. E poi, chi vivrà vedrà.




