Napoli-Lazio, la presentazione

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“Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano”

Maurizio Sarri ritorna a Napoli, qualche anno, due scudetti (nostri), una Europa League e uno scudetto con quelli là (suoi) dopo gli anni della Grande Bellezza azzurra che non sublimó nel tricolore per vicende ancora poco chiare.
Nei giorni in cui si blatera del futuro del Napoli e di Antonio Conte, da più parti si é ipotizzato il grande ritorno. Ad Aurelio De Laurentiis non piacciono le minestre riscaldate (con tutto il rispetto) ed il recente retour di Mazzarri induce alla cautela.
Si vedrà, intanto la Lazio é stata l’ultima  squadra ad aver violato il Maradona con Baroni in panchina ormai sedici mesi fa ma con Sarri al comando per ben due volte ha fatto un brutto scherzetto da queste parti: con i corsi e ricorsi storici e la legge dei grandi numeri é sempre meglio non scherzare troppo.
In verità i biancocelesti arrivano a Napoli piuttosto incerottati e a soli tre giorni da una partita che vale un’intera stagione. Il ritorno della semifinale di Coppa Italia con l’Atalanta con in vista una finale all’Olimpico può dare un senso ad un’annata piuttosto balorda, tra mercato bloccato, infortuni in serie e tante incomprensioni tra staff tecnico e società.
Il Napoli, con la sconfitta del Como a Sassuolo, ha l’occasione per mettere in cassaforte la qualificazione Champions e regalarsi un finale di stagione sereno. Antonio Conte ha chiarissima l’idea di tenere il gruppo sotto pressione fino alla fine perché se l’Inter dovrà vincere lo scudetto come oramai pare inevitabile, dovrà farlo sudando il più possibile.
La scialba prestazione di Parma dovrebbe aver convinto il mister salentino a proporre una squadra più offensiva. Soprattutto dovrebbe essere chiaro che non é più pensabile privarsi per gran parte del match  dell’imprevedibilità e del talento di Alisson Santos. Peraltro McTominay ha dimostrato lungo tutta la stagione di giocare meglio più arretrato, godendo di  maggiore spazio per  i suoi letali inserimenti: non é un caso che appena entrato il brasiliano a Parma Scott abbia trovato il guizzo vincente.
Per il resto si spera che anche Beukema, pagato fior di euro al Bologna in estate, trovi finalmente un po’di spazio per dimostrare quelle capacità che  lo avevano fatto apprezzare lo scorso anno come uno dei migliori centrali in circolazione.
Insomma ci sono i presupposti per un sabato di festa al Maradona, ma bisognerà guardarsi soprattutto da Dia, Noslin e Isaksen, tre fantasmi che sonnecchiano tutto l’anno, salvo improvvisamente ridestarsi nelle due volte che incontrano gli azzurri nel corso della stagione.
E alla fine si potrà anche abbracciare il vecchio comandante, eroe del bel Napoli che fu e che, chissà, magari sarà. “Odiarsi mai per chi si ama come noi, sarebbe inutile”.
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