Napoli-Fiorentina, l’analisi del giorno dopo

ADV
O’ciuccio é ferito ma nun é muorto. Nella prima giornata del “nuovo campionato”  appena cominciato, il Napoli riparte da tre sudati, meritati e preziosissimi punti. Ovviamente il refrain della stagione prevede che non si possa mai gioire appieno, perché il grave infortunio di Giovanni Di Lorenzo, che aggiunge un nuovo sinistro tassello all’ecatombe azzurra, adombra con un velo di sconforto la serata del Maradona. Ma “il capitano non tiene mai paura, dritto sul casaro fuma la pipa, in questa alba fresca e scura, che rassomiglia un po’ alla vita” e dunque tornerà più forte di prima a guidare i suoi compagni. Gli uomini di Conte, almeno quei pochi rimasti a disposizione, hanno trovato dentro di loro le forze e le energie per dimenticare rapidamente il ko bruciante di Champions, con un primo tempo di grande generosità e lucidità. Va detto che la Fiorentina di Vanoli ci ha messo del suo: evidentemente il tecnico di Varese non aveva visto le recenti uscite del Napoli al Maradona contro Parma e Verona e, invece di aspettare gli azzurri mantenendo un blocco basso, ha pensato bene di sfidarli a campo aperto. Risultato? Dopo 11 minuti un rinvio di Meret e un movimento da grande centravanti di Hojlund hanno tagliato a fette i viola sparsi per il campo, spalancando una prateria nella quale Antonio Vergara si é infilato a meraviglia per trovare il primo gol in serie A, tre giorni dopo il primo hurrà in Champions.
Il momento d’oro del talentino di Frattaminore é manna (rigorosamente con la m minuscola) dal cielo in questo momento di grande emergenza e ciò che piace dì più, al di là delle prodezze sotto porta, é l’attitudine sempre positiva in campo dove non ha paura di provare la giocata e dove al contempo é generosissimo anche in fase di non possesso.
Una lode la merita anche Gutierrez, schierato causa emergenza ancora sulla fascia destra (e il ko di Di Lorenzo probabilmente allungherà il sacrificio) ma capace di trovare un bellissimo gol con un sinistro vellutato, che ha ricordato il Grosso di Dortmund del Mondiale 2006. Il modo in cui la Fiorentina (non) ha difeso sui due gol del Napoli (della follia sul primo si é detto, mentre Gosens é incredibilmente passivo su Gutierrez) lascia supporre che i viola non abbiano ancora compreso che  il rischio retrocessione é reale: se Kean non torna a togliere le castagne dal fuoco per i gigliati la situazione si fa davvero preoccupante.
Va detto che sul 1-0 il Napoli é stato salvato dal palo prima e da un ottimo riflesso di Meret poi, e le tante occasioni fallite per aumentare il vantaggio hanno causato l’ansia finale dopo il gol di Solomon. Ovviamente con i cambi della Fiorentina (i subentrati sarebbero  tutti più o meno titolari in questo momento nel Napoli, e stiamo parlando della terzultima in classifica) e il pochissimo che Conte poteva estrarre dalla panchina, la sofferenza degli ultimi 20 minuti era da mettere in preventivo, ma quello che contava era portare i tre punti a casa e l’obiettivo é stato raggiunto.
Ora Conte potrà finalmente avere una intera settimana a disposizione per preparare la prossima partita, ma sarà necessario un aiuto della società (nei limiti consentiti dal mercato bloccato) per tentare di mettere una pezza alla falla spalancatasi con il grave ko del capitano. Sperando sempre che qualcuno dall’infermeria dia segni confortanti di ripresa. Un passo alla volta questa squadra sta dimostrando di saper andare oltre ogni ostacolo che la sorte gli sta mettendo sul cammino. É vero che, come dicevano gli antichi, un sentiero senza ostacoli probabilmente non va da nessuna parte, ma se dovesse cominciare un po di discesa, Antonio Conte di certo non si lamenterebbe.
ADV
ADV