
Ah, come è lontana Firenze. Era settembre, era il Napoli di Kevin De Bruyne che per settanta minuti incantò il Franchi lasciando intravedere una squadra che diede l’illusione di poter dominare tutto e tutti con un calcio ammaliante. Ne è passata di acqua sotto i ponti dell’Arno e non solo. Nessuno poteva immaginare che i viola, presentatisi ai nastri di partenza con Pioli in panchina e velleità da Champions, sarebbero piombati in uno psicodramma sportivo che li ha relegati ad una dura battaglia per la sopravvivenza.
Nessuno però poteva ipotizzare nemmeno la serie infinita di sciagure che si sarebbero abbattute sugli azzurri, sino a farli a giungere a fine gennaio con 13-14 uomini a disposizione, fuori inopinatamente dalla Champions League e a distanza quasi incolmabile dall’Inter capolista.
Questa è la realtà tuttavia, e ci saranno tempi e modi per analizzare cause e responsabilità, ma adesso è il momento di serrare i ranghi e prepararsi alla “nuova stagione” che sta per partire. Già perchè sabato inizia per il Napoli un nuovo campionato, senza più la “distrazione” delle notti europee, con l’infermeria che andrà piano piano svuotandosi e con l’orizzonte di poter preparare ogni partita con una settimana di allenamenti, così come piace ad Antonio Conte. Si, ci sarà anche la Coppa Italia, ma per arrivare alla finale di maggio si giocheranno al massimo tre partite in tre mesi.
Nel nuovo campionato che inizia sabato con la Fiorentina il Napoli non deve porsi obiettivi né limiti, pensando semplicemente a provare a vincere tutte le partite, con le buone, con le cattive, con il gioco o con la grinta: adesso contano i punti e conta portarli a casa senza fare troppe filosofie.
Questa è la situazione, si sperava di essere in altre posizioni ma c’è poco da discutere e recriminare. Il Napoli deve però affrontarla anche con l’entusiasmo e la voglia dipinti sul volto di Antonio Vergara, la felice scoperta nell’emergenza.
“E adesso che sono arrivato fin qui grazie ai miei sogni, che cosa me ne faccio della realtà” potrebbe cantare Antonio versione Vasco, perché in realtà il talento di Frattaminore è il meno colpevole della situazione attuale del Napoli ma ha la grande chance di diventare il simbolo della risalita, di chi affronta le difficoltà e le scalate più ripide con l’incoscienza e la volontà di ribaltare la scena.
Inutile sottolineare che le principali difficoltà della sfida di sabato pomeriggio si annidano nelle scorie fisiche e mentali della notte di Champions. Resta davvero difficile comprendere le logiche che governano la Lega Calcio se si pensa che Juventus, Atalanta e Inter che, come il Napoli hanno giocato mercoledì, scenderanno in campo domenica, mentre Roma e Bologna impegnate ieri, lunedì e addirittura martedì. Il Napoli, senza alcun senso logico e senza un minimo di rispetto, viene invece mandato in campo sabato pomeriggio.
E’ probabile che stavolta Conte possa pensare ad un minimo di rotazioni: Giovane e Mazzocchi, inutilizzabili mercoledì, potrebbero portare forze fresche e Beukema potrebbe concedere un turno di riposo all’esausto Juan Jesus, così come Gutierrez e Olivera per far rifiatare Spinazzola. C’è poi la speranza che Romelu Lukaku possa aumentare la sua autonomia perchè pur essendo lontano anni luce da una condizione sufficiente, nei due scampoli di partita giocati si è procurato due occasioni da gol. Sbagliandole, per carità, ma la capacità di trovarsi al punto giusto serve come il pane in questo momento.
Difficile immaginare anche che tipo di Fiorentina si troverà di fronte il Napoli. Di sicuro una squadra alla disperata ricerca di punti dal basso del terzultimo posto in classifica e con numeri terrificanti, come i trentaquattro gol subiti. Kean e Piccoli non sono in buone condizioni fisiche e questo può essere un vantaggio per il Napoli, anche se il sospetto è che Vanoli, memore di quanto fatto da Verona e Parma al Maradona, lascerà campo e iniziativa al Napoli chiudendosi dietro alla ricerca di ripartenze con i vati Dodò e Gosens.
Gli azzurri devono avere la bravura e – volesse il cielo per una volta! – la fortuna di sbloccare presto la partita per poter gestire il match con maggiore serenità.
Sta iniziando una nuova stagione e bisogna credere che arriverà un po’ di sole con la curiosità di scoprire se il futuro potrà riservare qualcosa di buono. In fondo, lo cantava Pino e chi siamo noi per non stare ad ascoltarlo? “Votta a venì ‘n’ata stagione, votta a venì sole, lieveme ‘stu sfizio, famme vedè”.


