Napoli-Cremonese, l’analisi del giorno dopo

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E poi così, all’improvviso una sera d’aprile é sbocciato il Napoli.

In un’annata caratterizzata da sofferenza, fatica e sudore c’è voluta la derelitta Cremonese per stappare tutto il talento che si annida nelle pieghe di questa squadra.

Va detto che Marco Gianpaolo ci ha messo del suo, dimostrando di non aver visto le partite del Napoli in questo campionato, nel quale gli azzurri hanno sofferto in maniera indicibile contro le squadre chiuse e pronte a ripartire, specialmente al Maradona. Invece il tecnico abruzzese ha pensato bene di sfidare il Napoli a campo aperto con il risultato che la squadra che contro la Lazio non era riuscita a tirare in porta per l’intera partita, dopo 7 minuti aveva già calciato pericolosamente verso Audero ben 4 volte, tutte con lo scatenato

McTominay.
Lo scozzese, dopo aver sbloccato il match, ha imperversato per l’intero match spadroneggiando in mezzo al campo con progressioni palla al piede e sfiorando almeno 3-4 gol: prova devastante macchiata solo dal rigore calciato debolmente.
Si é vista finalmente la corrispondenza di amorosi sensi tra Scott e Kevin De Bruyne, al cui orgoglio non deve aver fatto piacere l’uscita all’intervallo contro la Lazio. Il fuoriclasse belga é apparso voglioso e determinato – si veda come ha  strappato  la palla all’avversario in occasione del suo primo gol su azione in campionato – e ha condito la sua prestazione con alcuni tocchi e un paio di aperture che hanno ricordato a chi scrive  giocate di colui che porta il nome dello stadio, senza timore di essere accusati di blasfemia .
Terzo protagonista assoluto della serata é stato Alisson Santos, un’iradiddio sulla fascia sinistra dove i malcapitati Floriani e Terracciano sono stati avvistati  a girovagare  nella notte nel vano tentativo di avvicinarlo.
Resta da chiedersi perché Antonio Conte abbia aspettato così tanto per riportare McTominay davanti alla difesa con libertà di inserimento e sfondamento e soprattutto per tenere in campo 90 minuti la freschezza ed il talento dell’ala brasiliana.
In una serata perfetta il ritorno di Rrhamani ha dato solidità alla difesa e va segnalata anche la prova convincente di Gutierrez sulla fascia sinistra.
Anche Hojlund, seppur acciaccato, ha giocato un’ottima partita, cantando e portando la croce come suo solito e trovando anche il gol che la Lega Calcio, con decisione cervellotica ( ma c’è qualcosa di sensato in quel che fa la Lega Calcio?) ha trasformato in autorete di Terracciano.
Bene così:  il Maradona,  che aveva applaudito gli azzurri anche dopo l’esibizione horror contro la Lazio, meritava una serata di festa dopo tanti patimenti. Il Napoli si conferma secondo in attesa di Milan-Juve,  rinvia la festa dell’Inter e si prepara all’ultimo scoglio stagionale su quel ramo del lago di Como per blindare la qualificazione in Champions. La squadra di Fabregas ha altra qualità rispetto ai grigiorossi ma gioca a calcio e concede spazi: se il trio meraviglia azzurro sarà ancora ispirato, ci sarà da divertirsi. Per provare a chiudere in discesa la stagione e trovare lo slancio per la prossima.
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