Napoli-Chelsea, la presentazione

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Chiamiamo le cose con il loro nome: al Napoli serve un miracolo. Un “Miracolo! Miracolo”, da 100 punti per intenderci, come direbbe Gaetano, e non da 50 punti come direbbe Raffaele.

Battere il Chelsea (e matematicamente potrebbe anche non bastare, ma servirebbe un cataclisma), una delle migliori squadre della Premier League, che appena sei mesi fa ha trionfato nel Mondiale per Club surclassando i campioni d’Europa del Paris Saint Germain, che viaggia ad un ritmo tre volte più veloce della nostra Serie A, avrebbe i contorni dell’impresa già in condizioni normali, figuriamoci per il derelitto Napoli delle ultime settimane.
Se il problema fosse solo il divario tecnico, in qualche modo si potrebbe anche provare a riequilibrare la contesa. Con la grinta, l’aggressività, la determinazione, la fame e la voglia di vincere. Ma la più grande differenza che c’è oggi tra Napoli e Chelsea é sotto il profilo fisico -atletico. Gli azzurri sono oggettivamente sfiancati, massacrati dall’infinita emergenza che costringe agli straordinari gli stessi 11 giocatori da mesi. I Blues, come tutte le squadre della Premier, corrono e pressano per 90 minuti senza colpo ferire, basta guardare la fine che ha fatto la capolista Inter con l’Arsenal appena la scorsa settimana.
Dunque sì, per andare avanti in Champions a questo Napoli serve un’impresa da libri di storia, perché anche passare con un pareggio avrebbe del miracoloso, visto l’intreccio di risultati che nel caso sarebbe necessario.
E quindi é il caso di prepararsi psicologicamente all’eventualità che a fine gennaio il Napoli sia fuori dall’Europa, dopo aver già detto quasi addio alla lotta scudetto. Beninteso, non sarebbe l’eventuale insuccesso con il Chelsea a decretare il fallimento, così come non é stato il ko con la Juventus a determinare il distacco fatale dall’Inter. I buoi sono scappati da tempo, con le inopinate sconfitte di Eindhoven e Lisbona e i punti regalati a Entracht e Copenaghen ( lo stesso dicasi in campionato pensando a Verona, Torino, Parma, Udinese etc) che hanno messo spalle al muro gli azzurri nella notte di mercoledì sera.
Antonio Conte non é certo uomo da resa ma probabilmente anche nel suo anatema di inizio anno – “Sarà la stagione più difficile” – mai avrebbe pensato di trovarsi in questa condizione, con praticamente una formazione intera in infermeria e  circondato in panchina da ragazzi della primavera.
Qualcosa dovrà inventarsi l’allenatore dei campioni d’Italia, per incartare Roseinor e i suoi ragazzi. Il primo obiettivo sarà, pur dovendo puntare al bottino pieno, non concedere spazio letale al gioiello Estevao, e ai vari Joao Pedro, Neto, Enzo Fernandez o Garnacho. É vero però che anche il Chelsea deve puntare alla vittoria per conquistare l’accesso diretto agli ottavi ed evitare i play-off e dunque é facile immaginare che per una volta Conte torni ad optare per un blocco basso per provare a ripartire e sorprendere la difesa britannica non sempre irreprensibile.
Il problema é che al Napoli mancano proprio le armi per poter ipotizzare una partita da contropiede: sarebbe servito come il pane David Neres, ma anche Politano e lo stesso Lang avrebbero potuto approfittare degli spazi che inevitabilmente il Chelsea lascerà. L’unico in grado di offrire la profondità é Rasmus Hojlund, che però é apparso decisamente sotto tono nelle ultime apparizioni. E per completare il quadro, non ci sarà nemmeno la possibilità di sfruttare il lancio lungo di Milinkovic Savic come arma tattica.
Insomma, non resta che affidarsi, come sempre e mai come stavolta, a Scott McTominay, ultima ancora di salvezza in questo mare in tempesta, che magari qualche sassolino dalla scarpa contro quella Premier che l’ha sedotto e abbandonato vorrà provare a toglierselo.
C’è poi sempre la speranza che gli inglesi snobbino il Napoli, sottovalutino l’impegno e vengano al Maradona certi di fare un sol boccone degli azzurri: non sarebbe la prima volta che le temutissime squadre della Premier si facciano sorprendere dalla propria supponenza. E, insomma, prima o poi la Dea Bendata potrebbe anche voltarsi dalla parte della Ninfa Partenope…
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