
Il Chelsea, Guardiola, Haaland e la musichetta della Champions da una parte, il countdown del mercato e la spasmodica attesa per chi – si spera – dovrà arrivare (Hojlund) o ritornare (Elmas). Sogni di notti di fine estate da accarezzare e mettere subito da parte perché il comandante salentino non ammette distrazioni di sorta e la testa di tutti dovrà essere proiettata sull’esordio casalingo contro l’agguerrito Cagliari di Pisacane.
La prima al Maradona contro la stessa avversaria, l’ultima della notte di maggio che ci regaló il tricolore. I Campioni d’Italia ritrovano i propri tifosi (anche se già Reggio Emilia si era tinta d’azzurro come di consueto) ed un Cagliari che ha molto di napoletano, a partire dal suo allenatore Fabio Pisacane, fino ai 6 ex che figurano nella rosa rossoblu: Gaetano e Luperto che hanno confezionato il gol del pari contro la Fiorentina, Folorunsho e Caprile punti fermi dell’11 isolano e per finire con l’eterno Pavoletti, al momento fermo ai box per un infortunio e Marko Rog appena rientrato tra i convocati .
Sarà inevitabilmente tutta n’ata storia – come direbbe Pino Daniele – anche se a Conte potrebbe andare bene che finisse allo stesso modo Again.
A maggio il Napoli si giocava la vita sportiva, il Cagliari era sereno ed appagato per una faticosa salvezza appena raggiunta, sabato invece si affrontano due squadre che hanno lasciato una buona impressione all’esordio. “Ci vorrà la stessa voglia, la stessa determinazione e la stessa unità d’intenti” predica l’allenatore azzurro.
I rossoblu di Mister Pisacane hanno mostrato la solita aggressività a tutto campo e la storica capacità di riprendere o ribaltare il risultato nel finale. La formazione sarda è apparsa molto compatta contro la Fiorentina, con un centrocampo tutto muscoli che ha trovato qualche spunto di qualità solo con l’ingresso di Gianluca Gaetano.
Sebastiano Esposito non ha brillato contro i viola ma è un giocatore che sa essere pericoloso, così come Luvumbo (occhio anche a Borrelli) che sul piano della velocità può creare qualche insidia. Dietro è facile prevedere dei duelli rusticani ad alte vette tra Mina e Lucca, mentre vedremo se gli esterni Zappa e soprattutto il debuttante Palestra (se sarà preferito ad Obert), bravi in spinta ma meno in copertura, saranno in grado di assorbire l’onda d’urto degli azzurri.
Conte dovrebbe ripartire con ogni probabilità dal 4-1-4-1 che bene ha impressionato contro il Sassuolo, e verosimilmente con gli stessi 11, al netto dei progressi di Alessandro Buongiorno a discapito dell’ottimo Juan Jesus (“Ha fatto passi importanti ma devo fare delle valutazioni e scegliere chi merita di giocare”) o di un principio di turnover trai pali, probabilmente per rimandato a quando si giocherà ogni tre giorni (“Con i portieri quest’anno saprete chi giocherà solo alla lettura della formazione”).
“Dovremo avere un pizzico di sana presunzione” ha detto Pisacane, ma il sospetto è che il Cagliari proporrà un blocco basso con la speranza di ripartire ribaltando il fronte con i terzini e la rapidità dei suoi attaccanti. Il Napoli dovrà essere bravo a muovere velocemente la palla e a mettere densità in area con gli inserimenti di Debruyne e McTominay e i tagli di Politano, per evitare di abbandonare Lucca nella morsa dei due centrali cagliaritani che sul piano fisico potrebbero imbrigliare il centravanti azzurro.
Senza dimenticare che, in attesa degli ultimi auspicati arrivi dal mercato, in caso di necessità Conte potrà sfruttare la verve di Neres e Lang, quanto mai desiderosi di guadagnare minuti e spazio e provare a lasciare il segno: con gli avversari stanchi (in particolare con il caldo agostano) dal minuto 60 potrebbe iniziare un’altra partita nella quale il brasiliano e l’olandese potrebbero farla da padroni.




