Napoli-Barcellona: la colonna sonora pre-partita

Barcellona e Napoli sono città fraterne. Questi popoli condividono brani di storia, passioni sanguigne, un po’ di vocabolario ed il sogno di essere indipendenti da tutto e da tutti. In mezzo c’è il mare, il profondo Mediterraneo che ne bagna le coste, diverse ma allo stesso modo intrise di bellezza e vitalità. Di canzoni sul mare ce ne sono tante, ma forse una soltanto fra tutte vedrebbe non mutare l’attualità del suo significato anche fra 10,100 e 1000 anni. Com’è profondo il mare, scritta nel 1977 da Lucio Dalla, è una canzone semplicemente meravigliosa, piena di poesia, dolore e spunti di riflessione in aggiornamento perpetuo. Il pensiero come l’oceano|Non lo puoi bloccare|Non lo puoi recintare|Così stanno bruciando il mare|Così stanno uccidendo il mare|Così stanno umiliando il mare|Così stanno piegando il mare. Che ci si trovi in Catalogna o in Campania, queste parole risuonano trasportate dalle onde e si insinuano nei vicoli della città attraverso il vento, per poi entrare nelle case più piccole e calde e toccare i sensi più intimi di chi sente sulla propria pelle tutto il peso e tutto l’amore per la propria terra.

Città di mare, città di amore, città di passione per il pallone. E quante ne hanno viste, da una sponda all’altra, i tifosi blaugrana e quelli azzurri. Da Maradona a Messi, attraverso un sottile filo conduttore fatto di grandi emozioni, grandi vittorie e, soprattutto, tanta gioia, la sfida di stasera al San Paolo è condita da un’aria densa di storia e letteratura di questo sport. Messi, infatti, calcherà il prato di Fuorigrotta, quello dove il suo mito è divenuto una divinità, per la prima volta nella sua carriera. Napoli è già pronta ad abbracciarlo ed osannarlo e, “Al di là dei tradimenti|Degli uomini|È magia, è magia, è magia, è magia”.

Il passato e la memoria sono valori fondamentali su cui costruire il presente ed il futuro. Napoli non ha dimenticato Maradona e, anzi, il suo ricordo vive sempre in maniera attiva all’interno dell’immaginario collettivo. In questo momento, la squadra di Gattuso, tra mille problematiche, sta rimettendo le cose al loro posto al punto che, quella di stasera, non appare una sfida così ardua da vincere. Resta un sogno proibito, certo, quello di eliminare il Barcellona dalla Champion’s League ma, analizzando i fatti, il Napoli avrà le sue carte da giocarsi. La prima di queste è Lorenzo Insigne, a tutti gli effetti il “10” del Napoli. All’interno della poesia di questa gara, saranno i veri campioni a determinare il risultato finale, e lo “scugnizzo di Fratta” sta dimostrando di essersi caricato la squadra sulle spalle, divenendone il leader emotivo e, soprattutto, tecnico. Dinnanzi a Messi ed al ricordo di Maradona, “in questo mondo di eroi”, chissà se non sarà proprio il “10” più improbabile, a spuntarla.

L’altro grande “Robin” del Napoli è proprio il suo allenatore. Uomo fiero, uomo sincero, uomo di campo, uomo del popolo che sa trasmettere la giusta mentalità ai suoi giocatori. Il 4-3-3 su cui Gattuso ha impostato il suo gioco sta regalando nuova linfa a tutto l’ambiente. La fase difensiva, in particolare, è stata del tutto rigenerata grazie ad un ritrovato equilibrio dovuto soprattutto all’innesto del nuovo “Diego” di Napoli, con il numero 4 sulla schiena. Demme interpreta le partite sempre con la cattiveria e la lucidità giuste, ed è lecito pensare che un giocatore del genere sappia come esaltarsi nelle grandi partite. Non c’è da un po’ e non ci sarà neppure stasera, invece, Kalidou Koulibaly. Colui che è stato il colosso del Napoli per anni indimenticabili, è smarrito chissà dove a causa di problemi fisici e, probabilmente, anche mentali. Ancora merito di Gattuso è aver affidato le chiavi della sua linea difensiva a Kostas Manolas e Giovanni Di Lorenzo, nuovi veri e propri leader di questa squadra. Il “Leonida di Fuorigrotta”, in particolare, fino a pochi mesi fa era un gladiatore al servizio di Roma, e proprio in una notte magica di Champion’s League, un suo colpo di testa allo scadere dei minuti regolamentari, sancì una rimonta storica dei giallorossi di Eusebio Di Francesco, pagata a caro prezzo proprio dal Barcellona di Messi & Co. Altro nome caldo che rientra a pieno titolo tra le vittorie di mister Gattuso è quello di Fabian Ruiz, decisivo nelle ultime partite disputate contro Inter e Brescia. Chissà quale sarà il destino del purissimo talento spagnolo, magari proprio il Barcellona. Per adesso, i tifosi del Napoli non possono fare altro che godersi il suo “ciondolare”, sperando che egli sappia ripagare il loro calore con sprazzi di luce calcistica che solo lui è in grado di emanare. Con la spinta del pubblico, la classe del capitano, la grinta dei nuovi, l’esperienza dello zoccolo duro ed il veleno di tutti, stasera, il Napoli di Gattuso può realmente inseguire un sogno e dare una svolta fondamentale alla sua stagione ed al suo futuro. Sarà una guerra, ma “il popolo unito non sarà mai sconfitto”.