Napoli-Atalanta, la direzione arbitrale

La direzione arbitrale. La finale è un traguardo importante per entrambe le società, ma essendo in palio sui 180’, induce entrambe le squadre a ragionare di più, ad essere meno arrembanti, aggressive rispetto ad una sfida secca. Né scaturisce un incontro molto corretto con diversi contrasti, ma tutti lineari, di gioco, privi di eccessiva cattiveria, determinazione. Ne sono una dimostrazione i soli 2 cartellini gialli estratti da Michael Fabbri. Il primo al 64° è per Cristian Romero che, dopo aver commesso un errore, è costretto a rincorrere e fermare in maniera decisa Insigne che si stava involando verso l’area. Provvedimento disciplinare corretto così come quello per Kalidou Koulibaly (all’87°) che interviene in tackle su Josip Ilicic che, quando, ti punta può scapparti da ambo le parti (essendo ambidestro). Sloveno protagonista anche al 93° quando, a centrocampo, colpisce con la gamba alzata un avversario. L’arbitro ravennate fischia il fallo, ma non ammonisce l’attaccante neroazzurro perché ritiene l’intervento deciso, ma non oltre i limiti, pericoloso. Protestano i giocatori del Napoli che sanno che Ilicic è diffidato e, quindi, con un cartellino giallo salterebbe la partita di ritorno. Il direttore di gara internazionale non si fa condizionare e conferma la sua scelta così come aveva fatto, in precedenza, al 20°, quando Gattuso aveva chiesto un cartellino per Gosens, reo di un’entrata decisa su Di Lorenzo.

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