Marfella: da napoletano sogno sempre l’azzurro

Davide Marfella (’99) da Pozzuoli è entrato nelle grazie della tifoseria barese. Dopo aver vinto la serie D da ‘titolarissimo” a Pesaro, si sta ripetendo in Puglia. Di proprietà del Napoli, sogna un ritorno in azzurro puntando sul lavoro. “Bari è molto simile alla mia Napoli. Mi piace la passione, l’affetto della gente. Te lo fanno sentire, anche per strada”, così l’estremo difensore di Lucrino, che punta a chiudere la stagione in biancorosso da portiere meno battuto d’Italia. “Cucina? Due piatti: la parmigiana e riso, patate e cozze. Mi piace tutta la cucina barese. Quanti meriti mi assegno sui pochi gol subiti? Il 40%. Il restante 60% è giusto riconoscerlo ai miei compagni di reparto, nonché agli attaccanti che fanno un gran lavoro. Certo, è più facile quando hai davanti 3 mostri sacri come Di Cesare, Mattera e Cacioli. Mi aiutano a crescere. Il più deciso? Di Cesare”, L’autocritica non mi manca. Per esempio, il gol subìto a Rotonda su punizione mi è rimasto sul groppone. Ho fatto un passo prima, ho sbagliato. Anche contro il Roccella non mi sono piaciuto”. “Ad alti livelli si preferiscono i portieri molto alti, perché possono farsi valere sulle palle inattive. In assoluto, la ritengo una sciocchezza. Non mi sento penalizzato dai miei 182 centimetri. Anche Cragno non è un gigante, ma sta facendo bene. Nè dimentico Peruzzi, uno dei miei idoli, e Gillet, protagonista col Bari in A”. Sul futuro… “Sto bene a Bari, penso a vincere il campionato. Da napoletano, però, è normale che sogni di difendere la porta degli azzurri. Quanto? Naturalmente 100. Ma so che è difficile”.

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