Marassi, l’urlo azzurro

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Riparte il campionato di Serie A e, per il Napoli, il debutto ha il sapore intenso delle grandi trasferte. Dopo l’addio a mister Conte e l’arrivo sulla panchina di Massimiliano Allegri, dopo la preparazione tra le montagne di Dimaro e i giorni di Castel di Sangro, gli azzurri si tuffano subito nel campionato con una sfida dal fascino particolare: Genoa-Napoli, a Marassi.

È un sabato sera diverso dagli altri. Lo si capisce già nelle ore che precedono la partita, quando Genova comincia a tingersi di azzurro. Arrivano tifosi da Napoli, ma anche tanti napoletani che vivono al Centro e al Nord Italia e che non vogliono perdere l’appuntamento con la prima del nuovo Napoli. È il richiamo della squadra del cuore, ma anche quello di una trasferta che conserva un significato speciale per la storia delle due tifoserie.

Il gemellaggio tra genoani e napoletani oggi non è più ufficiale, ma il sentimento che lo ha accompagnato per anni sembra riaffiorare nei gesti, negli incontri, nelle sciarpe e nei ricordi condivisi. Per un intero fine settimana, Genova diventa così un piccolo crocevia di passioni calcistiche.

Poi arriva il momento dello stadio.

Nel settore ospiti sono oltre duemila i tifosi azzurri che hanno acquistato il biglietto. Una marea che, a poco più di mezz’ora dal fischio d’inizio, è ancora in parte fuori dai cancelli. L’accesso predisposto attraverso soltanto tre tornelli ridotti crea momenti di tensione e nervosismo. La fila si allunga, la pazienza viene messa alla prova, mentre il tempo scorre e cresce la paura di perdersi l’inizio della partita. Ma quando finalmente si entra, tutto sembra cambiare. Le difficoltà dell’attesa restano alle spalle. Nel settore ospiti tornano a dominare i colori, le sciarpe, i cori. E non sono soltanto quei duemila e più a rappresentare il popolo azzurro: altri tifosi sono sparsi negli altri settori dello stadio, una presenza silenziosa ma riconoscibile, fatta di maglie azzurre e di occhi che cercano il campo.

Il fischio d’inizio dà finalmente un senso a quella lunga attesa.

Il Napoli comincia con qualche difficoltà e nel primo tempo deve fare i conti con un Genoa capace di palleggiare e di tenere gli azzurri in apprensione. Sugli spalti si vive ogni pallone con un’intensità particolare. È la prima partita della stagione, la prima risposta alle tante domande nate durante l’estate: come sarà il Napoli di Allegri? Come reagirà la squadra dopo il cambio in panchina? Che cosa resterà del gruppo capace di conquistare il quarto scudetto? Nel settore ospiti si canta, si protesta, si soffre. Ogni occasione mancata lascia un sospiro, ogni ripartenza del Genoa fa trattenere il fiato. È il calcio vissuto da dentro, quello che non conosce mezze misure. Poi, con il passare dei minuti, qualcosa cambia. Il Napoli prende campo, cresce, aumenta la pressione e comincia a mettere alle corde il Genoa. La squadra sembra trovare maggiore sicurezza e anche sugli spalti la tensione lascia progressivamente spazio alla fiducia.

E poi arrivano loro.

De Bruyne e Vergara entrano nella ripresa e diventano immediatamente protagonisti. Il primo gol fa esplodere Marassi: il settore ospiti si trasforma in una bolgia, i tifosi si abbracciano, saltano, urlano. Per qualche secondo non esiste più nulla se non quella rete, il Napoli e la felicità di essere lì. La seconda rete chiude definitivamente la partita e trasforma l’entusiasmo in festa. Due gol, due momenti capaci di racchiudere tutte le emozioni di una giornata vissuta intensamente: l’attesa, il nervosismo ai cancelli, la paura, i cori, la sofferenza del primo tempo e, infine, l’esplosione di gioia.

Quando arriva il triplice fischio e il Napoli può festeggiare la vittoria per 2-0, nessuno sembra avere voglia di andare via. Nel settore ospiti si continua a cantare. È la festa per una vittoria, certo, ma anche il primo abbraccio della nuova stagione tra la squadra e il suo popolo. Fuori dallo stadio, Genova riprende lentamente il suo ritmo. I tifosi azzurri si avviano verso casa con la voce consumata e il sorriso di chi ha appena vissuto una giornata da ricordare.

Il campionato è appena cominciato. Ma per il popolo napoletano, quella trasferta a Marassi ha già raccontato molto: la voglia di esserci, il bisogno di sentirsi ancora parte di una grande storia e, soprattutto, la passione che non conosce estate, distanze o cambi di allenatore. A Marassi, prima ancora del risultato, è tornato a farsi sentire il popolo azzurro. E alla fine, con il Napoli vincente per 2-0, quell’urlo è diventato ancora più forte.

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