Lynn Greer : “Napoli per sempre con me” L’ex Carpisa non vede l’ora di riabbracciare i suoi tifosi

 
Lynn Greer non vede l’ora di riabbracciare Napoli. I vecchi compagni dell’indimenticabile stagione 2005/06 con la maglia della Carpisa e una città che gli è rimasta nel cuore. Il bomber mancino che firmò la conquista della Coppa Italia 2006 a Forlì, vincendo il titolo di capocannoniere e MVP della stagione più bella del basket partenopeo del terzo millennio, sarà la grande attrazione del Givova Old Star Game 2022 in programma domenica 25 settembre alle ore 18.
I biglietti sono disponibili on line su Vivaticket al link http://www.vivaticket.com/it/Ticket/old-star-game-2022-il-ritorno-dei-miti-nel-derby-campano/188946  ed in tutti i punti vendita abilitati in Italia con la formula “Special Price 10”. Un unico biglietto (contatore biglietti venduti consultabile sul sito www.oldstargame.com) al prezzo promozionale di 10 euro (escluse commissioni) Under 18 a 1 euro per tutti i settori. Saranno messi anche in vendita al Palabarbuto il giorno dell’evento a partire dalle ore 16:30.
L’evento benefico è patrocinato dal comune di Napoli, F.I.P. e Lega Basket A ed organizzato da WE for YOU Events&Communication di Ale Nava con la collaborazione di Napoli e Scafati Basket a sostegno dell’Officina Creativa – Made in Carcere, sostenuta da Santo Versace.
Il 43enne ex giocatore di Philadelphia sarà in campo 16 anni dopo la sua ultima apparizione al PalaBarbuto che lo riporterà da protagonista assoluto nella sua vecchia casa:
Sono molto eccitato all’idea di rivedere vecchi amici con i quali ho trascorso un’annata memorabile. E rivisitare il Palabarbuto dove ho vissuto grandi partite. A Napoli tornai nell’anno in cui avevo
giocato a Milano nel 2010/11, ma stavolta sarà un’occasione completamente diversa: sarà davvero

una bella festa per tutti.

Lei era considerato il “Maradona del basket”, un paragone che a Napoli si spende per pochissimi eletti.
Apprezzo molto questo complimento, a Napoli ho vissuto una delle stagioni più importanti, forse addirittura la più memorabile, della mia carriera da giocatore. Era la mia prima volta in Italia, ma avevo già disputato stagioni di buon livello: l’Eurolega allo Slask Wroclaw, poi l’esperienza alla Dinamo Mosca. Ma alla Carpisa coach Bucchi mi permise di mostrare per intero le qualità del mio gioco.
Cosa ricorda di quella stagione?
Era una squadra fantastica. Il compianto g.m. Betti e coach Bucchi avevano
costruito un roster ottimale dal punto di vista degli equilibri tecnici. C’erano giocatori interni, tiratori, elementi dotati sul perimetro: tutto quello che serviva per competere al vertice. E poi
il gruppo era molto compatto.
Il culmine fu la conquista della Coppa Italia a Forlì battendo prima la Treviso di Ettore Messina e poi Roma in finale: Napoli era testa di serie numero 2 ma non era considerata tra le favorite.
Nessuno si aspettava che potessimo competere per il titolo: in spogliatoio non eravamo consapevoli delle nostre qualità, fu una sorpresa per il basket italiano ma non per noi. Fu un grande momento e una grande soddisfazione, tra l’altro battendo in finale la Lottomatica Roma di David Hawkins, che come me era uscito da Temple University e che consideravo come mio fratello.
A Napoli restò solo un anno, ma quell’annata da superstar le spalancò le porte della NBA: giocò talmente bene che i Milwaukee Bucks le offrirono un contratto…
E’ vero al 100 per cento: fu la mia grande occasione per coronare il sogno NBA. Ma quella stagione fu magica per tutti: la squadra ebbe un impatto così grande sul campionato italiano che ognuno di noi ebbe interessi da mezzo mondo.
Come vivevate il seguito della città?
I tifosi erano molto ospitali, dovunque andassimo tra ristoranti e locali eravamo accolti con grande entusiasmo. E il supporto del PalaBarbuto era irreale: ogni partita c’era il tutto esaurito, si creava un clima che dava grande spinta alla squadra.
L’Old Star Game 2022 sarà anche l’occasione per l’addio al basket di Mimmo Morena…
Mimmo è speciale: quasi non posso credere che nonostante abbia 9 anni più di me sia ancora in attività. Ma è una figura che rappresenta le fondamenta del basket a Napoli, una memoria storica della città: sarà un onore far parte del gruppo con cui saluterà il basket giocato.
Che messaggio può rivolgere ai tifosi per stimolarli a venire a salutarla domenica al PalaBarbuto?
Spero che siano eccitati quanto lo sono io e verranno numerosi per rivedere
persone che gli hanno fatto vivere grandi emozioni. Personalmente io non vedo l’ora di rivivere grandi momenti avuti insieme ai miei ex compagni e rivedere i luoghi di quell’annata fantastica.
Ufficio Stampa
Old Star Game
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